International Vegetarian Union (IVU)
IVU logo 35o Congresso vegetariano internazionale
'Cibo per tutto il nostro futuro'

Heriot Watt University, Edimburgo, Scozia
July 8-14, 2002
Ospitato da

The Vegetarian Society
of the United Kingdom

La Dieta Vegana nel Diabete Mellito

di Sandra Hood, BSc (Hons), SRD
Traduzione di Luciana Baroni


  1. Introduzione
  2. Cos'è il Diabete Mellito?
  3. Diabete Mellito di Tipo 1 e consumo di Latte
  4. Diabete Mellito di Tipo 2
  5. Il Diabete Mellito del bambino
  6. Dieta e rischio di Diabete Mellito
  7. Obesità
  8. Grassi
    • Acidi Grassi Saturi
    • Acidi Grassi transidrogenati (olii idrogenati)
  9. Proteine
  10. Carboidrati
  11. Fibre
  12. Sostanze Fitochimiche
  13. Antiossidanti
  14. Vitamina C
  15. Raccomandazioni finali

1.Introduzione

Sfortunatamente sono a tutt'oggi disponibili solo pochi Studi che abbiano investigato i rapporti tra Dieta Vegana e Diabete Mellito, sebbene qualche Studio abbia suggerito che una Dieta Vegana possa migliorare i sintomi e forse prevenire il Diabete Mellito. Si è ipotizzato che circa l'80-95% dei casi di Diabete Mellito di tipo 2 possano essere prevenuti. Lo scorso anno in Finlandia è stato dimostrato che con interventi mirati sullo Stile di Vita, aumento dell'Esercizio Fisico, Dieta a basso contenuto di Grassi e perdita di Peso Corporeo, il rischio di Diabete Mellito si è ridotto di circa il 58% (Tuomilehto et al 2001).

In questa Lecture cercherò di mettere in evidenza i benefici sulla Salute della Dieta Vegana, e come essa possa prevenire il Diabete Mellito. Credo che spesso noi Vegani ci sentiamo obbligati a dimostrare quanto possiamo essere in buona Salute, essere soddisfatti di alcuni aspetti, ma ci dimentichiamo dell'altro lato della medaglia, e cioè di quanto una Dieta Vegana possa essere valida nella Prevenzione delle Malattie. Comunque, desidero pure riaffermare ad alta voce il fatto che i Vegani non siano immuni dalle Malattie occidentali, e che debbano sempre porre attenzione a tutti gli aspetti del loro Stile di Vita. Nel corso degli ultimi anni la Dieta dei Vegani e dei Vegetariani è molto mutata, essendosi resi disponibili cibi preconfezionati ad elevato contenuto di Grassi, Sale, così che un crescente numero di Vegetariani e Vegani segue delle Diete povere dal punto di vista nutrizionale, fa poca Attività Fisica e tende ad essere in Sovrappeso. Comunque non ci sono dubbi che una Dieta Vegana possa essere protettiva e forse in grado di prevenire molte delle Malattie occidentali, una delle quali è proprio il Diabete Mellito!

Brenda Davis, autrice di Becoming Vegan e Becoming Vegetarian, ha commentato che "health cannot be bought or sold, it does not come in pills or potions and it is the produce of many years of wise choices" (la Salute non può essere comperata o venduta, non può essere ottenuta da pillole o porzioni ma è il prodotto di molti anni di scelte sagge). Sono convinta che le fondamenta di molte Malattie si stabiliscano nell'infanzia, e che una Dieta Vegana sia il modo migliore di iniziare la vita. Comunque, non è mai troppo tardi per scegliere di cambiare una Dieta, e, proprio come Brenda ha detto nel suo ultimo libro, "it is sad that many brilliant people do not grasp the value of health until it is snatched from them" (è triste che molte persone brillanti non siano in grado di afferrare il valore della Salute finchè questa non venga loro strappata). Credo che i Vegani ed i Vegetariani posseggano un vantaggio nel campo della Salute, ma molti di loro debbano ancora effettuare dei cambiamenti in questo ambito, ed ancora, come Brenda commenta, "it should not be looked upon as a sacrifice but a privilege to be treasured" (ciò non deve essere considerato come un sacrificio, ma come un privilegio da custodire gelosamente).

2. Cos'è il Diabete Mellito?

Il Diabete Mellito è causato dalla mancanza di un Ormone, l'Insulina, che è essenziale per il trasferimento del Glucosio dal sangue ai tessuti. L'Insulina è un Ormone naturale secreto dalle beta-cellule delle isole di Langerhans nel Pancreas in risposta ad aumentati livelli di Glucosio nel sangue. L'Insulina riduce i livelli ematici di Glucosio e ne favorisce il trasporto e l'ingresso all'interno delle cellule del muscolo e degli altri tessuti.

Una deficienza di Insulina può essere il risultato di una produzione inadeguata di questo Ormone o di una resistenza dei tessuti alla sua azione. Se l'azione dell'Insulina non è sufficiente, i livelli di Glucosio nel sangue diventano abnormemente elevati (situazione denominata IperGlicemia), e se questi livelli superano la soglia renale per il Glucosio, lo Zucchero passa nelle urine (Glicosuria). Questo a sua volta aumenta il volume delle urine. Parallelamente, l'effettiva mancanza di Glucosio come substrato energetico a livello cellulare comporta che l'Organismo è obbligato ad utilizzare i propri depositi di grasso e, se necessario, di tessuto muscolare come fonte alternativa di Energia. La combinazione di questi fattori è responsabile della classica sintomatologia del Diabete: eccessiva produzione di urina (Poliuria), molta sete (Polidipsia) ed inspiegabile Perdita di Peso.

Il Diabete Mellito esiste in due forme cliniche distinte:

Il Diabete Mellito di Tipo 1 - o Diabete Mellito Insulino-dipendente, dove la Malattia è dovuta ad una mancanza di produzione di Insulina da parte del Pancreas, e necessita di essere trattata con terapia sottocutanea a base di Insulina. I fattori responsabili di questa situazione sono ancora poco compresi, ma certi virus, Malattie autoimmuni e fattori genetici possono esserne in parte responsabili. Questa Malattia solitamente esordisce in modo improvviso nei bambini o negli adulti di età inferiore ai 40 anni, sebbene possa comparire a qualunque età.

Il Diabete Mellito di Tipo 2 - o Diabete Mellito non-Insulino-dipendente, è una Malattia in cui l'Organismo è ancora in grado di produrre Insulina, ma in quantità che può essere insufficiente, oppure adeguata, ma è l'Organismo ad essere resistente all'azione dell'Ormone. Questa Malattia è più comune del Diabete Mellito di tipo 1, ed è responsabile di almeno il 75% dei casi di Diabete. Esistono delle forti correlazioni genetiche in questo tipo di Diabete, e la sua comparsa è strettamente associata all'Obesità. La Malattia compare solitamente nelle età media od anziana, ma con l'aumento dei livelli di Obesità nella popolazione, viene sempre più spesso osservata in adulti giovani o persino in bambini. Il suo esordio è spesso insidioso, e la presenza della Malattia talvolta viene scoperta solo casualmente durante controlli clinici routinari. Misure dietetiche e di controllo dello Stile di Vita possono essere sufficienti per mantenere il controllo metabolico della Malattia, ma alcuni pazienti possono richiedere il trattamento con farmaci ipoglicemizzanti, che agiscono aumentando la produzione di Insulina o aumentandone l'efficacia d'azione a livello degli organi bersaglio.

3.Diabete Mellito di Tipo 1 e consumo di Latte

Il consumo di Latte vaccino è stato implicato nello sviluppo del Diabete Mellito di tipo 1.

Il Latte vaccino non è raccomandato per i bambini al di sotto dell'anno di età a causa del suo elevato contenuto in Proteine e Sale. Il Latte materno è l'alimento ideale per il bambino. Protegge il neonato dalle Malattie infettive, dalle Malattie dell'apparato Gastrointestinale e Respiratorio e dalle Malattie oculari. Può anche potenziare lo sviluppo intellettuale. Molto probabilmente contiene sostanze necessarie per la crescita del bambino piccolo che non sono ancora state riconosciute come essenziali.

Qualcuno ha suggerito che la precoce esposizione al Latte vaccino e/o la mancanza di Allattamento al seno predisponga/no al Diabete Mellito di tipo 1. Questo punto è tuttora controverso e nuovi Studi prospettici ben pianificati sono essenziali per poter confermare queste osservazioni. Di seguito (Tab. 1) vengono citati solo alcuni Studi che suggeriscono l'esistenza di un legame con il Diabete Mellito di tipo 1 e di tipo 2.

Tabella 1: Studi sulla precoce esposizione al Latte vaccino e la mancanza di Allattamento materno
 Data  Autori  Soggetto di Studio  Risultato
1997 Gimeno et al 346 bambini diabetici brasiliani di età inferiore ai 18 anni. La breve durata dell'Allattamento materno esclusivo è un fattore di rischio per il Diabete Mellito di tipo 1. L'introduzione nella Dieta del Latte vaccino prima degli 8 giorni di vita è un fattore di rischio.
1998 Jones et al 160 ragazzi e 150 ragazze con Diabete Mellito di tipo 1. L'aumento del rischio è associato con la mancanza dell'Allattamento materno, ma i dati non sono risultati statisticamente significativi.
2001 Samuelsson & Ludvigsson 297 bambini diabetici svedesi a cui è stata diagnosticata la Malattia prima dei 15 anni di vita; variabilità stagionale della Malattia. La variabilità stagionale è risultata più evidente nei bambini che hanno sviluppato il Diabete Mellito tra i 10 e 15 anni di età. È indicato un rischio aumentato in coloro che hanno ricevuto esclusivamente l'Allattamento al seno per un periodo più breve.
2001 Monetini et al 28 bambini italiani non diabetici, di cui 16 allattati esclusivamente al seno e 12 allattati al biberon con Latte vaccino. L'Allattamento al seno entro i primi 4 mesi di vita previene la produzione della risposta anticorpale alla beta-caseina bovina.
1997 Pettitt et al 720 Indiani Pima. L'Allattamento al seno esclusivo per i primi 2/12 di vita è associato con un più basso tasso di T2.
2002 Young et al 46 pazienti nativi canadesi affetti da Diabete Mellito di tipo 2 di età inferiore ai 18 anni. L'Allattamento al seno riduce il rischio di Diabete Mellito di tipo 2.

Nel 1984 Borch-Johnsen et al, in Norvegia e Svezia, per primi hanno suggerito l'esistenza di una correlazione inversa tra Diabete Mellito di tipo 1 e durata dell'Allattamento al seno. Questa tesi non sarebbe stata confermata da tre Studi successivi, ma nel 1999 Elliott ha studiato l'incidenza del Diabete Mellito di tipo 1 in bambini provenienti da dieci differenti Paesi, ed i risultati suggeriscono che il consumo di alcune Proteine specifiche del Latte (beta-caseina A e B) sarebbe correlato con l'incidenza di Diabete Mellito di tipo 1. Differenti razze di mucca producono quantità variabili di queste Proteine, che producono a loro volta un peptide denominato beta-casomorphina-7, che possiede proprietà immuno-soppressive. Chowdhury et al nel 1999, e pure Alting et al nel 1999, hanno ipotizzato un "potenziale ruolo diabetogeno" per le Proteine contenute nel Latte vaccino, e suggerito ulteriori Ricerche in proposito. Sarugeri et al nel 1999 hanno Studiato la beta-caseina del Latte vaccino come possibile trigger di autoimmunità associata al Diabete Mellito di tipo 1, ed i bambini affetti da Diabete Mellito di tipo 1 di recente diagnosi esibivano una risposta immunitaria al Latte vaccino, ma questo fenomeno è stato riscontrato anche in alcuni soggetti di controllo. Cooper et al nel 1999 non sono riusciti a trovare una connessione, e nemmeno Thorsdottir et al nel 2000, in uno Studio sui bambini della Scandinavia e dell'Islanda. Ulteriori Ricerche sono necessarie con urgenza.

Dahlquist e Mustonen (2000) hanno segnalato il rapido aumento dell'incidenza del Diabete Mellito nel bambino in Svezia, e suggerito che l'esistenza di una correlazione con il prodotto interno lordo possa indicare la presenza di fattori di rischio associati con l'abbondanza, così pure l'elevato ritmo di crescita, un ben noto fattore rischio per il Diabete nel bambino. Quindi è il Latte di mucca ad essere dannoso od il Latte materno ad essere protettivo?

Qualcuno ha conoscenza di bambini Vegani che abbiano sviluppato un Diabete Mellito di tipo 1? Cosa si conosce sui bambini Vegetariani?

4.Diabete Mellito di Tipo 2

La prevalenza del Diabete Mellito di tipo 2 sta rapidamente aumentando nel Regno Unito e nel resto del mondo (King et al 1998). Nel febbraio di quest'anno i primi casi di Diabete Mellito dell'adulto -tipo 2- sono stati diagnosticati in 4 adolescenti, slatentizzato da una condizione che sta attualmente raggiungendo proporzioni preoccupanti nel Regno Unito: l'Obesità. Sebbene sia ampia convinzione che la Dieta e la Nutrizione giochino un ruolo importante nello sviluppo del Diabete Mellito di tipo 2, fattori dietetici specifici non sono stati ancora chiaramente definiti. Esiste tuttora un'ampia controversia sui rapporti tra la quantità ed il tipo di Grassi e Carboidrati della Dieta, ed il rischio di Diabete Mellito. Le attuali raccomandazioni dietetiche consigliano diete a basso contenuto di Grassi ed elevato contenuto di Carboidrati per la Prevenzione del Diabete Mellito, della Cardiopatia e di altre Malattie croniche. Comunque nè i Grassi e neppure i Carboidrati della Dieta sono molecole omogenee, e si sta attualmente sempre più affermando il concetto che il tipo di Grassi e Carboidrati fa la differenza. Vedremo in seguito più in dettaglio il perchè.

Circa l'80% delle persone affette da Diabete Mellito di tipo 2 sono in Sovrappeso. L'eccesso di Peso Corporeo è il fattore di rischio individuale più importante per il Diabete Mellito di tipo 2, particolarmente il tipo in cui il grasso si distribuisce all'addome (a forma di mela) piuttosto del tipo nel quale l'eccesso di grasso è distribuito a fianchi e cosce (a forma di pera). Il rischio di Diabete Mellito è circa il doppio in quei soggetti che sono moderatamente in Sovrappeso, ed il triplo nei soggetti francamente Obesi.

L'assunzione prolungata di Energia in eccesso aumenta la produzione endogena di Glucosio, da cui derivano aumentate richieste di Insulina e parallelamente vengono creati depositi di grasso in eccesso che aumentano la resistenza dei tessuti all'azione dell'Insulina e ne diminuiscono l'efficacia.

5.Il Diabete Mellito del bambino

Il Diabete Mellito è una Malattia cronica evolutiva con manifestazioni variabili sia nel tipo 1 che nel tipo 2. Un'ampia gamma di variabilità è presente nel mondo nei tassi di incidenza di Diabete Mellito di tipo 1, con i tassi più elevati in Finlandia (oltre 45% per 100,000 al di sotto dei 15 anni di età), ed i più bassi tassi in alcune parti della Cina. In Europa l'incidenza del Diabete Mellito di tipo 1 nei bambini è salita del 2-5%. Il Diabete è la Malattia endocrina più comune dell'età infantile.

In alcuni Paesi, come il Giappone, ci sono il quadruplo degli adolescenti affetti da Diabete Mellito di tipo 2 rispetto a quelli affetti da tipo 1. Le Autorità Sanitarie giapponesi sono state tra le prime a comprendere l'importanza del Diabete Mellito di tipo 2 nell'età scolare, monitorandone l'eventuale esordio con il dosaggio del Glucosio nelle urine, esame di screening nelle scuole dal 1974. I dati raccolti sono ora in grado di testimoniare la serietà del problema Diabete Mellito di tipo 2 nell'adolescenza. L'Obesità, una Dieta ad elevato contenuto di Energia e Grassi, la ridotta Attività Fisica, l'Urbanizzazione ed altri cambiamenti dello Stile di Vita sembrano costituire i principali fattori eziologici nell'epidemia di Diabete Mellito di tipo 2. C'è troppo cibo facilmente disponibile a disposizione di troppe persone.

Esistono anche prove suggestive che una malnutrizione della madre, tale da a causare un ritardo di crescita intrauterina, possa lasciare in eredità cellule fetali riprogrammate ed un aumentato rischio di sviluppare nel futuro Diabete Mellito di tipo 2 quando la nutrizione del bambino diventi abbondante nel corso della vita.

6.Dieta e rischio di Diabete Mellito

I Vegani possono beneficiare di un ridotto rischio di sviluppare Diabete Mellito. Ecco alcune ragioni:

  • I Vegani sono meno Obesi
  • I Vegani assumono minori quantità di Grassi Saturi
  • I Vegani hanno una elevata assunzione di Fibre, specialmente Fibre Solubili
  • I Vegani hanno elevati introiti di cibi non raffinati

7.Obesità

La Dieta Vegana generalmente favorisce un Peso Corporeo normale. È una Dieta meno densa di calorie e più ricca di Nutrienti rispetto alle diete occidentali. I vantaggi di tutto ciò sono ben riconosciuti. L'Obesità sta rapidamente raggiungendo il vertice delle preoccupazioni in tema di Salute, e la Gran Bretagna ha superato la Germania, diventando la più grassa Nazione in Europa, con un bambino su quattro attualmente in Sovrappeso. Il trattamento delle patologie correlate all'Obesità, come il Diabete, costa al Sistema Sanitario Nazionale circa 1.7 miliardi di Sterline l'anno - 200 milioni di Sterline in più rispetto alle Malattie correlate al Fumo. L'Obesità è il fattore di rischio singolo più frequente per il Diabete Mellito di tipo 2. Programmi di modificazione dello Stile di Vita instaurati fin dall'infanzia sono richiesti con urgenza, e la Società deve modificare il proprio atteggiamento nei confronti dell'Alimentazione, del gioco e dell'Attività Fisica nei bambini.

8.Grassi

Non esistono richieste fisiologiche per la presenza dei Grassi nella Dieta, essendo queste richieste limitate agli Acidi Grassi Essenziali cioè gli Acidi Grassi Polinsaturi - acido linoleico ed acido alfa-linolenico- che provengono principalmente da fonti vegetali. L'uomo e gli altri mammiferi non posseggono l'enzima per sintetizzarli, perciò si tratta di Nutrienti la cui presenza nella Dieta è essenziale. I due tipi di Grassi che invece hanno importanza in relazione alla Malattia Diabetica sono i Grassi Saturi e gli Acidi Grassi Transidrogenati.

* Acidi Grassi Saturi

I prodotti animali costituiscono la principale fonte di Acidi Grassi Saturi nelle Diete occidentali. I Grassi contenuti nel Latte sono costituiti per oltre il 60% da Acidi Grassi Saturi, mentre i Grassi vegetali contengono circa il 6-25% di Acidi Grassi Saturi, e la maggior parte si colloca nell'intervallo fra 10-15%.

L'eccezione a questa regola è costituita dagli olii tropicali. I Grassi della noce di cocco sono costituiti per oltre l'85% da Grassi Saturi, quelli dell'olio di cuori di palma per oltre l'80%, e quelli dell'olio di palma per circa il 50%, ma solitamente questi olii particolari vengono inseriti nella Dieta solo in piccole quantità. Esistono comunque opinioni differenti sul ruolo dei Grassi Saturi contenuti negli olii tropicali, perchè potrebbero essere meno dannosi, dal momento che non sono associati con il Colesterolo ma piuttosto con Fibre e Sostanze Fitochimiche protettive. Sembrerebbe quasi che, quando vengono consumate moderate quantità di olii tropicali nel contesto di una Dieta a base di cibi vegetali e ad elevato contenuto di Fibre, l'uso moderato di questi Grassi non aumenti il rischio di Infarto del Miocardio. Per contro, l'aggiunta di olii tropicali ad una Dieta già ricca di Acidi Grassi Saturi significa gettare benzina sul fuoco.

Gli Acidi Grassi Saturi sono stati realisticamente associati all'insorgenza di Cardiopatia, varie forme di Cancro, e possono aumentare la secrezione di Insulina e condurre ad una situazione di Insulino-resistenza (Snowdon et al 1985). La carne ed i Grassi Saturi vanno a braccetto, e Snowdon et al 1985 hanno trovato che il consumo di carne è risultato associato con il Diabete Mellito. È stato dimostrato che i Grassi Saturi alterano l'attività enzimatica della Flora Batterica Intestinale, e la produzione di Steroidi che può a sua volta aumentare la produzione di Estrogeni, fatto che può essere responsabile di una alterazione della sensibilità all'Insulina da parte dei tessuti.

Per le persone affette da Diabete le dosi raccomandate sono di non oltre il 10% delle calorie totali della Dieta (Snowdon et al in 1985).

* Acidi Grassi transidrogenati (olii idrogenati)

Gli Acidi Grassi Transidrogenati sono generati durante la produzione delle margarine. La gente è convinta di operare una scelta più salutare decidendo di utilizzare la margarina al posto del burro, ma questi Acidi Grassi prodotti artificialmente sono stati associati con un aumentato rischio di Diabete Mellito di tipo 2.

9.Proteine

Gli Onnivori tendono ad avere assunzioni di Proteine che superano le dosi raccomandate. Elevati introiti di Proteine non sembrano influenzare negativamente il controllo della Glicemia, ma è stato dimostrato che influenzano negativamente la funzionalità renale. È stato suggerito che le Proteine di origine vegetale possano risultare protettive per la funzionalità renale, e che comunque siano indubbiamente meno nefrotossiche delle Proteine animali. Quasi un terzo dei pazienti diabetici sviluppa con il tempo problemi renali.

Solo pochi piccoli Studi sono stati condotti per valutare i rapporti tra Dieta Vegana e funzionalità renale. Nel 1988 Crane et al hanno dimostrato che entro 25 giorni i sintomi di Neuropatia Diabetica (danno ai nervi periferici) miglioravano in 17 pazienti su 21, quando venivano convertiti ad una Dieta Vegana. Nei rimanenti quattro pazienti i sintomi di Neuropatia miglioravano solo parzialmente.

Tabella 2: Studi degli effetti di una Dieta Vegana sulle complicanze del Diabete Mellito
 Data  Autori  Soggetto di Studio  Risultato
1988 Crane et al 21 pazienti con Neuropatia Diabetica trattati con Dieta Vegana. Riduzione dei sintomi in 17 pazienti entro 25 giorni dal passaggio ad una Dieta Vegana.
1990, 1991 & 1996 Barsotti et al Pazienti con Sindrome Nefrosica a Dieta Vegana ipoproteica integrata. I dati hanno suggerito un miglioramento della funzionalità renale.

Barsotti ha dimostrato anche i benefici di una Dieta Vegana nel migliorare i sintomi in tre piccoli gruppi di pazienti affetti da Nefropatia. Molte persone sono fermamente convinte che le Proteine animali siano necessarie per la Salute umana e che le Proteine vegetali siano nutrizionalmente inferiori. Invece, i vegetali debbono essere considerati come la fonte primaria di Proteine, e la fonte primaria di Aminoacidi Essenziali. Gli Aminoacidi sono i mattoni delle Proteine e, dei 22 AminoAcidi, 9 sono Essenziali dal momento che l'Organismo umano non è in grado di sintetizzarli ma deve ottenerli dai vegetali. Tutti gli animali ottengono i loro Aminoacidi Essenziali direttamente mangiando vegetali od indirettamente mangiando altri animali che si sono nutriti di vegetali. La pratica di "combinare" gli Aminoacidi non è necessaria, dal momento che gli Aminoacidi sono immagazzinati in pool proteici dai quali possiamo attingere quando necessario. Le Proteine vegetali devono essere considerate come i più validi Alimenti proteici.

10.Carboidrati

Non si può non conoscere le qualità nutrizionali dei diversi tipi di Carboidrati. Nel corso del processo di raffinazione, i Carboidrati perdono Nutrienti Essenziali - 95% di Sostanze Fitochimiche, 90% di Fibre e 75% di Vitamine e Minerali.

Lo Zucchero, come la farina bianca, è un Carboidrato raffinato ed allo stesso tempo è stato considerato tabù per le persone affette da Diabete. Ora non è più così, dal momento che Studi clinici hanno dimostrato che ha quasi lo stesso effetto sui livelli di Glicemia dei Carboidrati complessi raffinati. Comunque, anche se lo Zucchero non sembra peggiore dei Carboidrati raffinati, non significa che esso sia innocuo. Perciò, più che apporre il sigillo di approvazione allo Zucchero, non dovremmo invece essere cauti nei confronti di un uso eccessivo di Carboidrati complessi e di Zucchero raffinati?

È importante ricordare che il processo di raffinazione dei cibi può ridurne drammaticamente il contenuto in Nutrienti. Sebbene molte persone siano convinte che la cottura possa danneggiare i Nutrienti vegetali, questo non corrisponde necessariamente a verità. In molti casi il processo di cottura esalta di molto la disponibilità delle Sostanze Fitochimiche. Per esempio, il Lycopene è molto meglio assorbito a partire dai pomodori cotti piuttosto che da quelli crudi. La cottura può alterare la struttura dei Nutrienti provocando effetti differenti sulla Salute. È abbastanza certo che volendo ottenere il massimo dai Nutrienti vegetali della Dieta, la cosa migliore è quella di includere un'ampia varietà di cibi crudi e cotti.

I Carboidrati raffinati alterano il controllo glicemico e producono effetti secondari sui Lipidi ematici. Forniscono anche pochi Nutrienti. I Vegani generalmente hanno una Dieta ad elevato contenuto di Fibre, con scarso utilizzo di Carboidrati raffinati.

11.Fibre

Per Fibra si intende quella parte della pianta che l'Organismo non è in grado di digerire. Tutti i cibi vegetali contengono Fibre. Le Fibre si dividono in due categorie, Fibre Solubili e Fibre Insolubili. La maggior parte delle piante le contiene tutte e due. Le Fibre Insolubili aumentano la massa fecale ed assicurano che il cibo attraversi rapidamente e facilmente l'Intestino. Le Fibre Solubili sono particolarmente preziose per le persone diabetiche, dal momento che è stato dimostrato che sono in grado di contribuire al controllo glicemico. Ricche fonti di Fibre includono l'avena, i legumi e la frutta. Si è visto che i Vegani ne consumano circa 40-50g/die in confronto ai 30-40g/die dei Vegetariani, ed ai 10-20g/die degli Onnivori. L'assunzione raccomandata è di 18g/die. La WHO raccomanda un limite massimo di 54g/die. È stato suggerito che introiti di Fibre come quelli dei Vegani potrebbero essere benefici per i pazienti affetti da Diabete Mellito.

È stato inoltre suggerito che un eccesso di Fibre potrebbe essere dannoso, dal momento che sarebbe in grado di ridurre l'assorbimento di alcuni Minerali. Questo potrebbe essere vero. Comunque, i cibi integrali ad elevato contenuto di Fibre forniscono abbastanza Minerali in grado di compensare ampiamente qualunque perdita secondaria all'eccesso di Fibre. Inoltre quando le Fibre si legano ai Minerali, questi possono essere in seguito rilasciati almeno in parte durante i processi di fermentazione delle Fibre ad opera dei Batteri del Grosso Intestino.

12.Sostanze Fitochimiche

Si sa da molto tempo che frutta e verdura, cereali, semi, noci e legumi fanno bene, in quanto sono ricchi di Vitamine, Minerali, e Fibre, ma negli ultimi anni l'attenzione è stata rivolta alle Sostanze Fitochimiche, che hanno dimostrato di possedere molti effetti benefici.

Queste sostanze sono dei potenti antiossidanti che spazzano via i radicali liberi, delle molecole attive dannose che circolano nell'Organismo.

Un particolare gruppo di Sostanze Fitochimiche sono gli Estrogeni delle piante (Fitoestrogeni), che sono in grado di bloccare l'azione distruttiva della forma più potente di Estrogeni, sia competendo per lo stesso sito recettoriale, sia riducendo la produzione della forma più potente, ed aumentando contemporaneamente la produzione della forma meno potente. In questo modo è possibile che il rischio di Osteoporosi e di certi tipi di Tumore ormono-dipendente venga ridotto. Proprio recentemente alcuni Studi hanno illustrato i benefici della soia ed il suo ruolo come potenziale sostanza in grado di prevenire il Tumore della Mammella.

Un altro importante gruppo di Sostanze Fitochimiche sono gli Steroli delle piante (Fitosteroli). Gli Steroli sono un tipo di Grassi che è risultato protettivo nei confronti della Cardiopatia. I cibi funzionali di marca Benecol e Flora pro-active sono fortificati con Fitosteroli, ed è stato visto che sono in grado di esercitare un'azione positiva nell'abbassare i livelli di Colesterolo, che se elevati sono causa di Cardiopatia. La Dieta media occidentale contiene circa 180-400mg di Fitosteroli /die. La Dieta Vegana ne contiene circa 600-800mg/die. Non esistono raccomandazioni dietetiche per i Fitosteroli.

13.Antiossidanti

Per le persone affette da Diabete Mellito esistono prove convincenti che gli Antiossidanti possano ridurre il rischio di complicanze, compresa la Retinopatia e l'Insufficienza Renale. Nel 1998 Opara et al hanno Studiato 50 persone affette da Diabete Mellito di tipo 2, trovando che i pazienti che presentavano un cattivo equilibrio glicemico e segni precoci di complicanze avevano scorte molto basse di Antiossidanti. L'associazione tra elevati livelli di Glicemia e bassi livelli di Antiossidanti è risultata molto stretta. La capacità dell'Organismo di contrastare l'attacco dei radicali liberi è risultata circa la metà in quelle persone con un cattivo controllo metabolico del Diabete e precoci segni di complicanze, rispetto ai soggetti non-diabetici. Quest'anno l'Autore ha passato in rassegna la Letteratura esistente sul significato terapeutico degli Antiossidanti nel trattamento del Diabete Mellito, ed ha evidenziato una assoluta mancanza di Studi. È ben noto che le Diete Vegane sono ricche di Antiossidanti, e nel 2000 Thane et al hanno investigato lo Stato Nutrizionale di bambini britannici Vegetariani in età prescolare, trovando in questi soggetti più elevati livelli di Antiossidanti nel sangue rispetto ai bambini onnivori.

14.Vitamina C

La Vitamina C è un potente Antiossidante idrosolubile, in grado di neutralizzare le reazioni dannose nel sangue e nei fluidi che circondano le cellule. Nei soggetti con il Diabete la Vitamina C sembra in grado di proteggere nei confronti dell'alterata tolleranza e forse anche nei confronti delle complicanze del Diabete, in particolar modo il Danno Visivo.

Un certo numero di piccoli Studi hanno segnalato che i soggetti affetti da Diabete Mellito hanno un ridotto stato della Vitamina C quando confrontati con soggetti non-diabetici. Nel 2001 Sargeant et al hanno esaminato oltre 6000 soggetti britannici di entrambo i sessi, riscontrando come un'elevata assunzione di frutta e verdura sarebbe in grado di influenzare il metabolismo glucidico, e come consumi aumentati di questi cibi possano contribuire alla Prevenzione del Diabete. Lo Studio ha dimostrato la presenza di una associazione inversa tra livelli plasmatici di Vitamina C e controllo glicemico a lungo termine. Questi dati suggeriscono che la Vitamina C possa avere un impatto positivo significativo sia sul rischio di insorgenza (Prevenzione Primaria) che sul trattamento (Prevenzione Secondaria) del Diabete Mellito.

Ci sono numerosi altri Nutrienti che sembrano avere un ruolo nell'eziologia e nel trattamento del Diabete Mellito, come per esempio il Cromo e il Magnesio.

Mi auguro di essere riuscita a farvi comprendere l'importanza di questa emergente epidemia di Diabete Mellito, e di come i Vegani ed i Vegetariani siano avvantaggiati ma debbano ancora porre attenzione alla loro Dieta. Ulteriori Studi sulla Salute dei Vegani solo disperatamente necessari e mi auguro che questa Conferenza sia stata in grado di dimostrare come i Vegani ed i Vegetariani posseggano un netto vantaggio e che possano essere alla guida nella strada verso la Salute.

15.Raccomandazioni finali

  • Limitare l'assunzione di Grassi Saturi a non più dell'8% delle Calorie Totali
  • Evitare cibi che contengano Grassi Idrogenati.
  • Consumare una Dieta Vegana che contenga cibi cotti e crudi.
  • Ridurre al minimo i Carboidrati raffinati.
  • Aumentare i livelli di Attività Fisica.

References

  1. Dahlquist G, Mustonen L Analysis of 20 years of prospective registration of childhood onset diabetes time trends and birth cohort effects. Swedish Childhood Diabetes Study Group, Acta Paediatr 2000 Oct; 89(10):1231-7.
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Pubblicato Online da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana
il 12 Settembre 2002 -- Copyright © SSNV-Onlus / Tutti i diritti riservati