International Vegetarian Union
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Sesto Congresso Vegetariano Europeo
Bussolengo, Italia, 21-26 Settembre 1997
Il mio nome è Howard Lyman

Howard Lyman
Presidente IVU

Desidero parlare di una cosa che io ritengo la più importante al mondo: il vegetarismo. Noi stiamo vincendo. La cosa fantastica sul vegetarismo è quando guardi indietro all’ultima volta in cui qualcuno venne da te e ti disse: “Sto mangiando più carne rossa!” Tutto ciò tu non lo senti più dire. Il fatto è che le industrie che stanno supportando la strage degli animali tengono duro, ma ormai restano solo appese con le punte delle loro maledette dita. Quello che vediamo ora di fronte a noi è che il vegetarismo si sta muovendo.

Vi voglio parlare oggi di un caso che conosco bene perché si tratta di me stesso. Io sono un agricoltore della quarta generazione proprietario di un ranch proveniente dal Montana. Avevo 7.000 capi di bestiame, migliaia di acri di raccolto e 30 dipendenti. Posso ricordarmi il primo momento in cui scrissi un assegno di un milione di dollari; lo guardai e dissi: “Sono arrivato, sono al vertice del mio gioco.” Pensai di essere l’allevatore dell’anno. Fatto è che ci furono degli eventi che cambiarono la mia vita. Uno di essi fu la paralisi dalla cintola in giù che mi colpì nel 1979, non potevo camminare. I dottori mi dissero che avevo una possibilità su un milione di tornare a camminare. Quando qualcuno vi dà una percentuale di uno su un milione ciò che realmente vuol dirvi è di prendere la sedia a rotelle del tipo che preferite perché la userete per il resto della vostra vita.

In quel momento molte cose attraversarono la mia mente: non pensai al fatto che possedevo sette mietitrebbia del costo di 150.000 dollari l’una e nemmeno che avevo 20 trattori e 30 camion. Ciò che pensai, in primo luogo, fu il perché sono divenuto un allevatore. Uccelli, alberi e terreno vivo. Stavo comprando centinaia di migliaia di dollari di sostanze chimiche. Stavo uccidendo gli uccelli, stavo uccidendo gli alberi e stavo facendo diventare il terreno qualcosa che assomigliava all’asbesto. L’essere paralizzato dalla cintola in giù mi obbligò a guardare a che genere di individuo sarei stato per il resto della mia vita. Sarei divenuto un invalido seduto su una sedia a rotelle, perennemente triste o potevo prendere così la mia vita e farne ancora una cosa che valesse? E in questo secondo caso, cosa avrei dovuto fare?

Quella notte credendo fermamente di non poter mai più tornare a camminare, decisi che per il resto della mia vita avrei fatto qualcosa che sapevo fare: far tornare l’ambiente a quello che era quando io ero un ragazzo, con gli uccelli e gli alberi e il terreno vivo. Non ero sicuro di come fare a realizzare una cosa del genere; pensai a un minor utilizzo di sostanze chimiche, pensai alla rotazione del raccolto, ma tutto ciò non aveva niente a che fare con l’essere vegetariano. Come sapete, io vengo da Great Falls nel Montana che non è proprio la culla del vegetarismo. Il giornale della mia città natale mise una mia fotografia in prima pagina. Scrissero: “Il vegetariano più famoso del Montana.”. Presi il telefono, li chiamai e dissi: “Perché non dite le cose come sono realmente? Sono l’unico vegetariano del Montana!” Essi risposero: “No, non è vero. Noi conosciamo un altro vegetariano che lavora da noi al giornale e quindi sappiamo che ci sono almeno due vegetariani.”

Quella notte credendo fermamente di non poter mai più tornare a camminare, decisi che per il resto della mia vita avrei fatto qualcosa che sapevo fare: far tornare l’ambiente a quello che era quando io ero un ragazzo, con gli uccelli e gli alberi e il terreno vivo. Non ero sicuro di come fare a realizzare una cosa del genere; pensai a un minor utilizzo di sostanze chimiche, pensai alla rotazione del raccolto, ma tutto ciò non aveva niente a che fare con l’essere vegetariano. Come sapete, io vengo da Great Falls nel Montana che non è proprio la culla del vegetarismo. Il giornale della mia città natale mise una mia fotografia in prima pagina. Scrissero: “Il vegetariano più famoso del Montana.”. Presi il telefono, li chiamai e dissi: “Perché non dite le cose come sono realmente? Sono l’unico vegetariano del Montana!” Essi risposero: “No, non è vero. Noi conosciamo un altro vegetariano che lavora da noi al giornale e quindi sappiamo che ci sono almeno due vegetariani.” Quello che facciamo ogni giorno ha un tremendo impatto su ciò che sta accadendo nel mondo. La forchetta è l’arma più pericolosa nell’arsenale dell’Homo Sapiens. L’intervento chirurgico cui fui sottoposto durò 12 ore. Il tumore era non soltanto dentro, ma anche sotto il midollo spinale. Non potevano sollevare il midollo per poter arrivare al tumore. Tutto quello che poterono fare fu di prendere un nervo e tagliarlo nella speranza che il tumore vi fosse attaccato come un pesce a una lenza. Tirarono fuori un tumore della misura del mio pollice. Uscii camminando dall’ospedale dopo un’operazione che aveva una percentuale di uno su un milione di riuscire.

Ogni mattina che mi alzo e che metto i miei piedi sul pavimento, sento di essere il più fortunato individuo esistente al mondo. Io, uscendo dall’ospedale nel 1979, seppi che tutto ciò che avevo imparato in tutta la mia vita, all’università, dove presi la laurea in agricoltura, l’aver ascoltato gli insegnanti che ci dicevano “come vivere meglio attraverso la chimica”, era assolutamente sbagliato. Promisi a me stesso che per il resto della mia vita mi sarei impegnato a fondo per tornare indietro, cioè al tempo in cui mi trovavo quando ero un ragazzo, quando avevo uccelli, alberi e suolo vivente a mia disposizione.

Mi ci volle molto prima di capire che la forchetta era coinvolta in quella decisione. All’inizio, ecco chi ero: una persona che pesava circa 300 libbre, con la pressione del sangue molto alta e il colesterolo a oltre 300. Mi sarei seduto e avrei pranzato e il mio naso avrebbe sanguinato. Sapevo di essere in difficoltà. Mi chiesi che cosa potevo fare per cambiare tutto ciò. Sentii parlare di vegetarismo. Ricordate che in Montana esistevano solo due vegetariani. Il vegetarismo lì non era certo molto popolare, ma pensai che io dovevo fare qualcosa per cambiare la vita, così decisi di diventare il primo peggior vegetariano del mondo. Lattuga e prodotti caseari e per un anno questa fu la mia dieta. In un anno persi del peso, la mia pressione sanguigna e il mio colesterolo scesero a poco a poco. Pensai alla fine dell’anno che se potevo fare questo come peggior vegetariano del mondo, figurarsi cosa avrei potuto fare se fossi diventato vegan.

Allora pensai: “Oh mio Dio! Gli uomini non possono vivere di sola lattuga!”. Non ho mai incontrato un fagiolo che non mi piacesse, quindi lattuga e fagioli e poi fu la volta del pane integrale. Quindi pensai al pranzo del Ringraziamento, perché ogni cosa per il pranzo del Ringraziamento poteva essere preparata senza prodotti animali eccezion fatta per il tacchino. Dal 1979 fino a oggi ho perso circa 100 libbre di peso, la mia pressione sanguigna è normale. Il mio colesterolo ha un valore di 135 dal 300 iniziale. La ragione per la quale io sto qui in piedi di fronte a voi è dovuta al fatto che io ho adottato una dieta vegetariana. La ragione per la quale io sono vivo è perché io mi sono interessato abbastanza a ciò che mettevo sulla mia forchetta.

Io sono il primo allevatore di bestiame divenuto presidente della IVU. Come voi sapete, le associazione degli allevatori di bestiame in tutto il mondo, anno dopo anno, hanno sempre detto ai vegetariani “ma voi non capite”. Io rispondo a essi “cos’è che io non capisco?” Ho nutrito e ho munto più mucche di qualsiasi altro, ho dato da mangiare a maiali più di quanto non abbiano fatto altri. Ho attraversato molte tormente. Ho imballato molto fieno. Possono dirmi tutto ciò che vogliono, ma non possono dirmi che io non capisco. Non ho mai incontrato un hamburger che fosse degno di morirci sopra dalla voglia di mangiarlo. Così ora viaggio intorno al mondo e parlo alla gente della forchetta, parlo del futuro, il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Parlo a loro del fatto che noi stiamo raddoppiando la popolazione mondiale ogni 40 o 50 anni. Noi non stiamo raddoppiando la quantità di cibo disponibile, quindi se vogliamo far avere un futuro migliore ai nostri figli e nipoti, tutto dipenderà da come cambierà la dieta a livello mondiale.

Il vegetarismo non è la soluzione per la popolazione mondiale, ma è l’unica opportunità che abbiamo per trattare questo problema, poiché il mondo viene cambiato dal modo con cui agiamo. Se entrate in una stanza dove si trovano dieci gruppi di persone e nove su dieci di loro sono in collera l’un l’altro e gridano, mentre il decimo gruppo sta in un angolo fra risate e sana allegria, con quale gruppo vorreste stare? Anche noi, come gruppo di vegetariani, dobbiamo rifuggire dall’essere collerici, ma d’altro canto, non possiamo metterci in contatto con gli altri finché non ci faremo chiedere da loro stessi: siete voi quelle persone dette “vegetariane”? Fino ad allora ogni discorso risulterebbe inefficace. Eccovi un esempio. Sono felicemente sposato da 29 anni e vi dirò anche che da 29 anni è con noi la mamma di mia moglie. Vivere 29 anni con la suocera è una dimostrazione di qualcosa di significativo.

Il vegetarismo non è la soluzione per la popolazione mondiale, ma è l’unica opportunità che abbiamo per trattare questo problema, poiché il mondo viene cambiato dal modo con cui agiamo. Se entrate in una stanza dove si trovano dieci gruppi di persone e nove su dieci di loro sono in collera l’un l’altro e gridano, mentre il decimo gruppo sta in un angolo fra risate e sana allegria, con quale gruppo vorreste stare? Anche noi, come gruppo di vegetariani, dobbiamo rifuggire dall’essere collerici, ma d’altro canto, non possiamo metterci in contatto con gli altri finché non ci faremo chiedere da loro stessi: siete voi quelle persone dette “vegetariane”? Fino ad allora ogni discorso risulterebbe inefficace. Eccovi un esempio. Sono felicemente sposato da 29 anni e vi dirò anche che da 29 anni è con noi la mamma di mia moglie. Vivere 29 anni con la suocera è una dimostrazione di qualcosa di significativo. Quando decisi di divenire vegetariano, persi 100 libbre di peso, la mia pressione arteriosa scese, così fu anche per il mio colesterolo e allora capii quale fosse la risposta a tutto ciò che mi stava accadendo di buono per quanto riguardava la salute. Dalla contentezza non vedevo l’ora di condividere queste sensazioni di benessere con gli amici, con la mia famiglia, persino con mia suocera. Un giorno la invitai per il pranzo in occasione del Ringraziamento. Le dissi che se fosse venuta avrebbe trovato il tacchino. Quando arrivò e non trovò il tacchino né nel frigo, né nel forno, rimase molto male. Io la condussi fuori nel cortile, le mostrai un tacchino bello vivo e le dissi che se proprio lo voleva per cena, doveva ucciderlo lei. Il tacchino fu salvato. Anche in quell’occasione io imparai a non essere aggressivo.

Se vogliamo proporci di cambiare le abitudini del mondo, dovremo farlo in piena cooperazione con tutti, con il sorriso sulle labbra. Dobbiamo piantare il seme divenendo gli ambasciatori dell’informazione. Ricordate che ciascuno di noi opera in un pool costituito da persone che possono anche non starvi ad ascoltare o non voler parlare con voi. Ma siate certi che se acquistate una nuova camicetta o una nuova auto, loro lo sapranno perché stanno a osservare. La soluzione al problema potrebbe essere quella di procurarsi un grosso libro sul vegetarismo, portarlo con voi dove lavorate, lasciarlo sul tavolo, senza magari aver bisogno di leggerlo. Prima o poi qualcuna di quelle persone verrà a sfogliarlo e vi chiederà di cosa parla. Risponderete che, leggendolo, vi si impara come rimuovere il 91% delle sostanze potenzialmente cancerogene e delle tossine dalla vostra dieta e anche come vivere 15 anni di più. Vi chiederanno allora: siete i cosiddetti “vegetariani”? A questo punto potrete spiegare il perché della vostra scelta, ma finché non ve lo chiederanno, vuol dire che loro non sono ancora pronti.

Non dimenticatevi mai che la più importante affermazione che possiate fare è ciò che ogni giorno decidete di mettere nella vostra forchetta. Ad esempio, voi uscite con i vostri amici e loro vorrebbero che andaste tutti da McDonald, ma voi rifiutate gentilmente. Alla loro richiesta di spiegazioni, potrete dire il perché, ecco l’opportunità giusta che vi si presenta; parlate con garbo e sorridendo, con spirito di cooperazione. Quasi ciascuno di noi è stato a suo tempo un mangiatore di carne e ha imparato la lezione. Ci siamo evoluti e ciò che ora dobbiamo fare è permettere che altri ricevano questo messaggio.

Mai nella storia del mondo abbiamo avuto meno alberi, meno terreno di superficie, meno pesci, meno acque pulite, meno foreste. Ogni risorsa al mondo d’oggi è minore di quella esistente quando siete nati. Stiamo precipitando lungo una scoscesa scarpata a una preoccupante velocità. Se vi sarà un futuro per i nostri discendenti, dipenderà da persone come voi. Ricordiamo la massima di Ghandi: “il vostro compito non è quello di salvare il mondo, ma quello di salvare voi stessi“.

Quando qualcuno vi obietta che da soli non si riuscirà mai a cambiare il mondo divenendo vegetariani, rispondete che conoscete un tale, un allevatore della quarta generazione, proprietario di un ranch, che ora sta girando per il mondo parlando con la gente di vegetarismo. Infatti l’anno scorso sono stato presso 4.000 stazioni radio, 300 studi TV, ho parlato a radio e televisioni di 200 Paesi. Ho tenuto centinaia di conferenze. Il messaggio che volevo lasciare a quelle persone era il più importante di tutti. Se l'ho fatto io, chiunque può farlo.

Il nostro vero compito non è quello di trasformare un mangiatore di carne in un vegan, bensì fargli comprendere che rinunciando a un solo boccone di carne assicura un futuro migliore ai suoi figli e nipoti. Ciò porta ad avere più animali in vita, ma facciamolo con il sorriso sulle labbra e quando vi rivolgeranno la famosa domanda: sei tu uno di quelli che si fanno chiamare “vegetariani”?, sorridendo rispondete: “certo! L’ho fatto perché ritengo che sia una buona cosa per me, per gli animali, per l’ambiente in cui viviamo e ancor di più perché garantisce un miglior futuro alle prossime generazioni”.

Domande

D: Molte persone decidono di rinunciare alla carne rossa preferendo pesce e pollame. Ciò costituisce veramente una maggiore o minore sofferenza per gli animali?

R: Se qualcuno mi chiedesse di scegliere un solo cibo “carneo” da togliere dalla mia dieta, toglierei i polli. La ragione è che se oggigiorno visitate una fattoria per polli vi accorgerete che gli alimenti loro forniti sembrano provenire più da una farmacia che da un mulino. Quasi tutte le fattorie per polli usano raccogliere il loro concime per darlo poi di nuovo da mangiare alle galline. Gli animali esausti vengono fatti a pezzi mentre sono ancora vivi e dati in pasto ad altri polli. Se qualcuno vuole rinunciare alla carne rossa, questo è un ottimo punto d’inizio, ma non dimenticate di informare la gente. Per esempio, ciascuno deve sapere che il pesce ha la funzione di mantenere pulite le acque, mentre attualmente le abbiamo fatte divenire delle fogne. Cosa fareste se qualcuno vi invitasse a mangiare pesce fritto e ve lo mostrasse pronto per la cottura, da prendere da una fossa biologica ove è stato riposto “per mantenerlo fresco”? Quello è il luogo ove si trova il pesce oggigiorno a vivere. Questo è ciò che dobbiamo far comprendere alle persone che vi chiedono se pesce o polli sono buoni da mangiare. Prima che voi lo veniate a sapere, essi saranno divenuti vegan.

D: Come vive oggi l’allevatore Howard?

R: Non sono più un allevatore di bestiame. Ho venduto la fattoria nel 1983 ed ho tenuto la casa e il podere di mio padre, facendoli divenire delle residenze ove regna la vita naturale selvatica. Viaggio per il mondo come portavoce della Humane Society degli stati Uniti che promuove una campagna denominata “Mangiare con coscienza”. Parlo con la gente chiedendo dove si procurano il cibo, quali additivi usano, illustrando gli effetti sul corpo umano, sull’ambiente e sugli animali. Negli anni passati, fino a quello scorso, ho raggiunto un “uditorio” di circa un miliardo di persone. Perché si verificano più casi di cancro e più malattie cardiocircolatorie? Perché abbiamo meno foreste, meno aria pulita, meno acqua potabile, meno alberi, meno pesci, perché? A causa della forchetta! Ribadisco che la forchetta costituisce l’arma più tremenda e pericolosa nell’arsenale dell’uomo intelligente. Far capire tutto ciò significa piantare il seme e convincere a poco a poco tutti che anche loro possono far qualcosa mettendosi a spingere, facendo forza sulla ruota del carro che si è arenato. Scommetto che già dalla prossima volta che ci incontreremo il nostro mondo sarà migliore.

- i testi e le traduzioni sono stati forniti dall'Associazione Vegetariana Italiana (AVI)