International Vegetarian Union
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Sesto Congresso Vegetariano Europeo
Bussolengo, Italia, 21-26 Settembre 1997
Discorsi di Apertura del Congresso

Marco Stellini
Presidente AVI

Quale presidente dell’Associazione Vegetariana Italiana voglio dare a tutti i presenti il benvenuto al 6° Congresso Europeo Vegetariano. Mi auguro che questo sia un “vero” congresso europeo e che non si limiti a un incontro fra vegetariani: che da qui inizi una nuova comunicazione verso l’esterno.

Il numero dei vegetariani in Italia, in Europa e nel mondo è in continuo aumento. Il fenomeno “mucca pazza” ha dimostrato che noi avevamo ragione: che è “da pazzi” consumare carne, uccidere animali, usare gli animali per i nostri scopi.

In Italia stiamo per attuare una serie di iniziative legali affinché lo Stato ci garantisca con obbligatorietà la possibilità del pasto vegetariano nelle mense pubbliche. D’altronde tutte le costituzioni europee garantiscono la parità dei diritti dei cittadini. Noi siamo cittadini eppure i nostri diritti sono discriminati: i nostri figli nelle scuole, i nostri malati negli ospedali, non possono mangiare vegetariano. Per l’Associazione Vegetariana Italiana questo Congresso deve rappresentare il punto di riferimento per un salto di qualità: i vegetariani non si devono più nascondere, ma devono pretendere i loro diritti.

Siamo tanti e, ammettiamolo, non siamo molto uniti: ci sono e, purtroppo, ci saranno sempre troppe sigle a dividerci. Per molti, dopo il fenomeno “mucca pazza”, essere vegetariani conviene ed è una moda: ben venga una moda positiva, ma non una moda di interessi!

Francisco Martín
Fondatore e Presidente di AVE (Associazione Vegana Spagnola) e Segretario Generale dell’IVU (Unione Vegetariana Internazionale)

Prima di ogni altra cosa voglio dire che ho lavorato accanto a Howard Lyman, Presidente dell'IVU, supponendo di far parte di un gruppo di persone aventi il medesimo obiettivo e cioé la promozione del vegetarismo in tutto il mondo, certo che l'EVU costituisse parte integrante e molto attiva di questo movimento. Sono stato accusato di interferenza verso l’attività svolta dall’EVU, in qualità di Segretario Generale dell'IVU. Sfortunatamente Marco Stellini ci ha informato che è in atto un processo di separazione fra queste due organizzazioni, che fino a oggi hanno lavorato insieme come fossero una sola. Credo che la decisione dell'EVU di cancellare il congresso, avrebbe, visto i tempi, certamente danneggiato gli organizzatori, oltre che impedito questo importante ritrovo. Ma sono molto felice che il congresso abbia avuto luogo nonostante problemi e disaccordi e penso che ritrovarci tutti qui, oggi, sia un fatto molto positivo.

È appena il caso di notare che, grazie alla cooperazione dei media e alla intrinseca loro importanza, questi congressi vengono pubblicizzati non solo in Spagna, ma altrove come in Tailandia o in India, quindi IVU ha il diritto, intendo dire il diritto dal punto di vista etico, di agire, nonostante non sia stata consultata circa la decisione di cancellare il congresso. La peggiore conseguenza di una simile decisione sarebbe stata la delusione e lo scoraggiamento da parte delle valenti società e singoli individui che nei loro Paesi sostengono la causa del vegetarismo. Proprio per questo penso che dobbiamo adoperarci per evitare conflitti personali, dato che, al contrario, resta come nostro obiettivo principale quello di ricercare soluzioni degli inevitabili problemi già sorti o che sorgeranno in futuro.

La mia speranza è che questo congresso possa riscuotere successo in ogni caso, cosicché ogni membro delle comunità locali possa tornare al proprio Paese di origine con rinnovata energia per continuare il lavoro comune verso un ideale comune. Il vegetarismo è più che mai necessario oggi nel mondo in cui viviamo, dal momento che la violenza e l’ingiustizia stanno crescendo secondo una scala senza precedenti e gli animali stanno morendo a miliardi. Tutti noi abbiamo bisogno di formare un mondo vegetariano e questa è la principale ragione per la quale siamo qui oggi.

Howard Lyman
Presidente IVU

A nome di tutti gli amici vegetariani sparsi nel mondo e in qualità di Presidente dell'IVU, porgo il benvenuto a ciascuno di voi a questo congresso. La maggior parte dei problemi che ci accingiamo a discutere e mi auguro a risolvere insieme, rappresentano il futuro delle generazioni dei nostri figli e dei nostri nipoti. Sono sicuro che un tale obiettivo, anche se in tempi lunghi, verrà considerato degno di essere raggiunto piuttosto che perdere il nostro tempo prezioso dibattendo punti personali di disaccordo. Mettiamoci subito, dunque, al lavoro!

Gianni Tamino
Europarlamentare Gruppo Verdi

Sono qui per portare un saluto, come vegetariano, del Gruppo Verde al Parlamento Europeo, anche se nel mio gruppo non tutti sono vegetariani: per questo è importante portare avanti un’azione di sensibilizzazione anche negli ambienti a noi più vicini.

Diventare vegetariani, oggi, soprattutto dopo il fenomeno “mucca pazza”, è utile per difendere soprattutto se stessi. Questo, il motivo individuale della difesa di se stessi, deve essere utilizzato come un punto di partenza, visto che molte persone non sono sensibili al motivo etico o ecologico: starà poi a noi sensibilizzarli in questo senso, facendo capire che difendere se stessi insieme significa difendere anche tutti gli altri. Dobbiamo renderci conto che oggi ci sono ancora molte incongruenze a livello mondiale ed europeo. Nonostante l’episodio “mucca pazza” è in atto, ad esempio, un’azione di rilancio del consumo di carne, a seguito di un prevedibile calo. A livello europeo abbiamo quantomeno tentato di favorire gli allevamenti di tipo biologico e adesso, fortunatamente, esiste una normativa che regolamenta oltre all’agricoltura biologica, anche l’allevamento biologico. Purtroppo è ancora una piccola quota e chiunque abbia visitato un allevamento intensivo non biologico sa quale sofferenza subiscano gli animali.

Abbiamo ottenuto a livello europeo di modificare le norme sull’allevamento dei vitelli, considerati dal consumatore animali a carne bianca. C’è molta confusione sull’argomento carne bianca - carne rossa. Si parla di legame fra il consumo di carne rossa e tumore all’apparato digerente, ma il concetto carne rossa è molto ambiguo: si crede che la carne di vitello sia carne bianca, mentre in realtà non c’è differenza fra il consumo di carne di vitello o di manzo da questo punto di vista.

La sofferenza dei vitelli, tenuti come lo sono oggi, è enorme e per di più per un mercato molto ristretto (il consumo di carne di vitello riguarda soprattutto il Sud Europa - Italia e Francia in particolare). Vengono prodotti vitelli in maniera artificiale in zone del Nord (Olanda); a questi animali è addirittura impedito il normale sviluppo del rumine, vengono alimentati con sostanze artificiali compresi metalli, diversi dal ferro, per non far sviluppare il rosso del sangue.

Abbiamo finalmente ottenuto di modificare queste anomalie gravissime, ma purtroppo la modifica, prevista solo per il 2002, probabilmente verrà rinviata di alcuni anni. Come sempre, anche se viene riconosciuta una proposta come giusta, bisogna aspettare anni prima della sua attuazione. Sappiamo poi che quando si tratta di animali, gli interessi sono sistematicamente di altro tipo. Si veda ad esempio il caso della normativa, già ottenuta a livello europeo, per eliminare la sperimentazione animale dei cosmetici: è certo che il limite del 1998 non verrà rispettato con la scusa che nel frattempo non sono stati attivati sistemi efficaci in grado di sostituire qualcosa che efficace non è comunque. Certo devono esserci dei metodi efficaci per garantire il consumatore, ma la sperimentazione sull’animale è tutto fuorché efficace perché, al contrario, garantisce soltanto l’inganno e l’alibi per mettere in commercio prodotti non sicuri.

L’unica vera norma mondiale oggi esistente è quella dettata dall’Organizzazione Mondiale del Commercio: la legge del mercato. In base a questa gli interessi di tipo etico e sanitario vengono completamente trascurati. Ed è per questo che, al di là degli aspetti sanitari ed etici per noi rilevantissimi, dobbiamo denunciare che oggi nel mondo molte persone, per tradizione vegetariane, sono costrette a morire di fame perché i paesi ricchi del nord del mondo continuano a consumare carne, sottraendo di fatto i cereali, l’alimento indispensabile per quelle popolazioni. Quindi oggi un numero limitato di persone, inferiore al miliardo, consumatore di carne, mette a rischio di mancanza di cibo gli altri cinque miliardi di persone che non possono alimentarsi in modo adeguato. Credo che questi elementi dovrebbero garantire oggi, anche traendo vantaggio dal fenomeno “mucca pazza”, un rilancio della proposta del vegetarismo come scelta etica, come scelta di pace tra gli uomini e con la natura, come scelta di garanzia di un futuro per tutto il pianeta.

- i testi e le traduzioni sono stati forniti dall'Associazione Vegetariana Italiana (AVI)