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FAQ Domande Frequenti
Abbigliamento
Cosa c'è di male nella lana?

Gli scienziati negli anni hanno creato un tipo di pecora Merino dalla pelle esageratamente grinzosa, questo perché ad un maggior numero di pieghe della pelle corrisponde una maggiore quantità di lana. Purtroppo, la ricerca di profitti più alti raramente tiene in considerazione gli interessi della pecora. In Australia, più pieghe significano più intensa sudorazione e quindi maggiore predisposizione alle punture di mosca, una condizione terribile che porta a infestazioni da parte delle larve di tali insetti che si insediano nelle pieghe sudate della pelle rugosa della pecora. Per far fronte a questa situazione, gli allevatori eseguono "un'operazione" senza anestesia che consiste nell'asportazione di lembi di carne dalla zona circostante l'ano, lasciando una dolorosissima ferita sanguinante.

Senza l'intervento umano, le lana delle pecore crescerebbe nella misura sufficiente per proteggerle dal freddo, ma tecniche di allevamento scientifiche hanno fatto sì che questi animali diventassero delle mostruosità produttrici di lana.

L'esagerata quantità di lana (spesso metà del peso corporeo) comporta ulteriori sofferenze durante i mesi estivi, quando le pecore spesso muoiono per il caldo. Inoltre, dopo la tosatura un milione di questi animali muore ogni anno per il freddo nella sola Australia.

Ogni anno, sempre in Australia, circa dieci milioni di agnelli decedono dopo pochi giorni dalla nascita principalmente a causa dello spropositato numero di pecore e della carenza di persone che dovrebbero occuparsene.

Della lana prodotta nel Regno Unito, il 27% è "skin wool" cioè lana strappata dalla pelle di agnelli e pecore macellate.

Cosa c'è di male nella seta?

La pratica di bollire i bozzoli per ottenere la seta quando ancora contengono la larva della farfalla. Questo procedimento produce fili di seta più lunghi di quanto lo sarebbero se la farfalla potesse uscire. Sicuramente il baco da seta sente dolore ed infatti si dimena e si contorce quando viene ferito.

Quali compagnie offrono prodotti senza pelle?


  • Vegetarian Shoes
    (Sostenitore IVU)
    In Italia i prodotti Vegetarian Shoes sono disponibili presso il negozio dell'associazione Progetto Gaia in via Copernico 41 a Milano, Tel. 02 67075700, Fax 02 66719916
    Come Vegetarian Shoes, anche Progetto Gaia vende i prodotti anche in rete
  • Un produttore/distributore italiano è Linus Calzature e Abbigliamento di Bova Donatella in via Teatro Filarmonico 3 a Verona, Tel. 045 8010922
    La vendita avviene anche per corrispondenza
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Vedere anche:
Indice FAQ

Cosa c'è di male nelle piume?

E' molto diffusa la pratica di strappare le piume ad animali vivi. I volatili terrorizzati vengono appesi per il collo, con le zampe legate, e vengono strappate loro tutte le piume del corpo. Le oche dimenandosi si procurano serie ferite; quando questo tormento è finito vengono gettate tra le altre vittime finché non sarà di nuovo il loro turno. Questa tortura, definita "estremamente crudele" da medici veterinari e persino da avicoltori, inizia quando le oche hanno solo otto settimane di vita. Viene quindi ripetuta ogni otto settimane per altre due o tre volte. Gli uccelli vengono poi uccisi.

I paesi che utilizzano con maggior frequenza questa tecnica crudele sono la Cina, la Polonia e l'Ungheria, dove circa il 60% delle piume è così prodotto. Il mercato delle piume solo nel Regno Unito vale circa 2,6 milioni di sterline ogni anno. Agli animali "fortunati" vengono strappate le piume quando sono già morti: vengono prima uccisi e poi spiumati.

Perché no al pellame?

Molti articoli di pelle sono realizzati con i sottoprodotti dei macelli, quindi, anche se acquistandoli potreste non contribuire alla strage degli animali, contribuireste ai profitti di queste imprese. In certi casi il pellame è il prodotto principale: gli animali vengono cresciuti e uccisi solo per la loro pelle.

Il numero di novembre/dicembre 1991 del Vegetarian Journal riporta quanto segue sul pellame: "Da un punto di vista ambientale, trasformare la pelle degli animali in pellame è un processo estremamente inquinante e che richiede un notevole impiego di energia. L'Enciclopedia di Tecnologia Chimica Kirk-Othmer afferma: "Sulla base della quantità di energia consumata per unità di prodotto realizzato, l'industria della produzione del pellame potrebbe essere inserita nella categoria delle grandi industrie manifatturiere che maggiormente consumano energia, assieme all'industria dell'alluminio, della carta, dell'acciaio, del cemento e del petrolio. La produzione di pellame sostanzialmente prevede i seguenti processi: macerazione (irraggiamento), conciatura, tintura, essiccamento, e rifinitura. Oltre il 95% del pellame prodotto negli Stati Uniti è conciato al cromo.

Le sostanze di scarto che devono essere trattate per prime sono quelle prodotte dal processo di irraggiamento e di conciatura; le sostanze più problematiche sono prodotte dalla conciatura. Tutte le sostanze di scarto contenenti cromo sono considerate pericolose dall'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) degli Stati Uniti. Molti altri agenti inquinanti dovuti alla produzione del pellame sono associati a rischi per l'ambiente e per la salute. Per quanto riguarda lo smaltimento, si potrebbe pensare che il pellame sia biodegradabile, ma la funzione principale della conciatura è la stabilizzazione del collagene e delle fibre delle proteine per rendere così questi prodotti non biodegradabili."

Non sarebbe meglio riciclare il pellame, piuttosto che distruggerlo?

da un lettore negli USA:
Non è questo il punto. Rifiutando di acquistare il pellame lanciamo un messaggio a chi uccide animali..... il pellame è un sottoprodotto dell'industria della carne... se non mangiamo animali per motivi etici, non dovremmo vestircene.

la ciniglia è di derivazione animale?

da informazioni ricevute da un produttore italiano:
La ciniglia si può produrre con tutte le fibre tessili, naturali e sintetiche, ed anche con fibre antifiamma (lufnen o kanekaron).
In generale la composizione della ciniglia non è facilmente riconoscibile per i non esperti. E' possibile riconoscerla solo se è dichiarata in percentuale nel tessuto o nella maglia.
La ciniglia di lana ha un aspetto che si avvicina a tutti gli altri tipi di ciniglia, ma è un materiale poco usato, con il quale si producono soprattutto campioni. La maggior percentuale di ciniglia prodotta nel mondo è di origine vegetale o artificiale. Orientativamente, la percentuale di ciniglia per la quale si utilizzano i filati si aggira intorno alle seguenti: acrilico dralon 40%, cotone 30%, poliestere 10%, viscosa 10%, altre fibre 10%, lana 1-2%

si attendono altre domande e risposte!

Lavoro in un magazzino di calzature, ed ho una bimba allergica alla formaldeide, che credo sia usata nella maggioranza delle scarpe. Sto ricercando per conto di sua madre i produttori di scarpe che usano solo materiali naturali. Avete suggerimenti?

How can I source recycled and "vegetarian leather" as an alternative to genuine leather.


Traduzione Italiana di Alessandro Cattelan