International Vegetarian Union
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FAQ Domande Frequenti
Definizioni
Vegetariano: il vegetarismo, ai fini dei membri dell’IVU, include anche il veganismo ed è definito come la pratica di non mangiare carne, pollame o pesce o i loro derivati, con o senza il consumo di latticini o uova.

Viene spesso fatta un’ulteriore distinzione attraverso l’uso delle denominazioni OVO-LACTO e LACTO. I vegetariani possono utilizzare o minimizzare a scopo non alimentare i prodotti di origine animale, come accade per i vegani, oppure no.

Ovo-Lacto Vegetariano: segue la stessa dieta di un vegano ma consuma anche uova e prodotti caseari. E’ la forma più diffusa di vegetarismo.

Lacto Vegetariano: segue la stessa dieta di un vegano ma consuma anche i latticini.

Veggie -- nomignolo abbreviativo utilizzato per vegetariano; con questo termine si comprendono spesso anche i vegani. [Un equivalente scritto è Veg*an]

Strettamente vegetariano: originariamente stava a significare vegano, oggi invece viene utilizzato sia che si tratti di vegano che di vegetariano.


Il termine “vegetariano” fece la sua prima comparsa nel 1847 e più precisamente il 30 settembre di quell’anno quando venne ufficialmente utilizzato da Joseph Brotherton ed altri, a Nothwood Villa nel Kent, in Inghilterra, in occasione della riunione inaugurale della Vegetarian Society del Regno Unito.

La parola deriva dal latino “vegetus”, che significa integro, sano, vigoroso, vivo (da non confondersi con ‘vegetable-arian’, una figura mitologica che, secondo la tradizione, si manteneva in vita esclusivamente grazie al consumo di vegetali, con l’esclusione di frutta secca, frutta, cereali, etc.).

Prima del 1847 chi non si nutriva di carne era generalmente denominato “Pitagorico” o “aderente al ‘sistema pitagorico’”, in riferimento a Pitagora, l’antico filosofo-matematico greco, “vegetariano”. La definizione originale di “vegetariano” comprendeva anche la dicitura ‘con o senza uova o latticini’ e tale definizione viene utilizzata ancora oggi dalla Vegetarian Society. Tuttavia, la maggior parte dei vegetariani in India esclude il consumo di uova dalla propria dieta, così come avviene anche nei Paesi del Mediterraneo, analogamente a quanto faceva Pitagora

Perché diventare vegetariani?

Se hai la possibilità di salvare una vita – o migliaia di vite – perché no? Eliminare i prodotti di origine animale dalla propria vita è un gesto semplice ma di grande portata. Gli animali umani si considerano così evoluti e con così tante doti… non dovremmo utilizzare la dote della compassione per salvare gli altri animali? - Lise

Per liberare te stesso dal senso di colpa che ci deriva dal sapere che degli animali muoiono per te. Non è abbastanza?? Ma per quelli ancora scettici, si tratta anche di un’abitudine salutistica. – Lauren

Per insegnare ai nostri figli la santità della vita ed il giusto valore di ogni essere vivente, e per favorire in loro la pace. – Michelle

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Alcuni altri termini che possono creare confusione

Semi-Vegetariano: mangia meno carne della media. Vedi anche PSEUDO-VEGETARIANO.

Pseudo-Vegetariano: pretende di essere vegetariano ma non lo è. Spesso tale termine viene utilizzato dai vegetariani per descrivere semi-vegetariani e chi mangia pesce.

Pescetariano (Pescetarian): segue una dieta simile ai vegetariani, includendo però anche il consumo di pesce (si tratta spesso di persone che evitano le tecniche di allevamento intensivo…). Vedi anche pseudo vegetariano.

Fruttariano/Frugivoro (Fruitarian): segue una dieta simile a quella dei vegani ma mangia soltanto cibi che non comportino l’uccisione della pianta (le mele possono essere colte senza uccidere l’albero diversamente da quanto avviene nel caso delle carote).

Consumatore di vegetali: mangia per lo più vegetali. Non si tratta necessariamente di un vegetariano.

Erbivoro (Herbivore): mangia per lo più erbe varie o vegetali in genere. Non si tratta necessariamente di un vegetariano.

Mangiatore di vegetali (Plant eater): mangia per lo più vegetali. Non si tratta necessariamente di un vegetariano.

Non carnivoro (Nonmeat-Eater): lo è chi non mangia carne. La maggior parte delle definizioni non comprendono, nel termine carne, il pesce, il pollame od i frutti di mare. Anche i grassi e gli olii animali, i fertilizzanti (a base di farine di ossa) e la pelle non vengono compresi tra la carne.

Kosher: realizzato nel rispetto di un complesso di leggi ebraiche relative ai cibi. Essere Kosher per un alimento non implica, in ogni caso, che esso sia vegan oppure ovo-lacto vegetariano. Alcuni prodotti Kosher a base di latticini possono perfino contenere alcuni tipi di animali che non vengono considerati “carne”.

Pareve/Parve: è una particolare categoria all’interno delle leggi Kosher. Si tratta di cibi che non contengono carne, latte o loro derivati. Le uova ed il pesce sono considerati pareve, i crostacei non lo sono.

Non caseario (Nondairy): per essere considerato tale, un prodotto deve contenere una percentuale molto ridotta di grassi del latte. Può però contenere latte o suoi derivati.

Non carne (Nonmeat): realizzato senza carne. Può includere uova, latte, formaggio. Alle volte include persino grassi animali, frutti di mare, pesce o carni bianche.

Cosa significa Macrobiotico?

Da un membro di ivu-sci:
Secondo quanto pubblicato da Donna Secker e Stanley Zlotkin in Essentials of Human Nutrition, “la dieta macrobiotica comprende riso integrale, legumi e vegetali con piccole aggiunte di cibi fermentati, frutta secca, semi e frutta; i prodotti animali non vengono consumati” (non sono sicuro dell’ultima frase – pensavo che nella dieta macrobiotica il pesce fosse consentito). Gli autori ammoniscono che “è stata dimostrata nei bambini in tenera età che seguono una dieta macrobiotica, una stretta correlazione tra dieta, apporto di nutrienti e la carenza, riscontrabile sia sul piano fisico che su quello biochimico, di svariati nutrienti trai quali ferro, vitamine B12 e D, e riboflavina. Sono stati inoltre riscontrati anche ritardi nella crescita ed una maggiore incidenza di patologie legate alla nutrizione quali rachitismo, kwashiorkor o malnutrizione della proteina ed anemia.”

Vegan: esclude tutte le carni animali (carni rosse e bianche, pesce e frutti di mare), prodotti animali (uova e latticini) e per lo più anche il miele e l’utilizzo, nell’abbigliamento e in altri prodotti, di derivati animali (pelle, seta, lana, lanolina, gelatina…).

Tutte le maggiori associazioni vegane non consentono il consumo di miele, tuttavia alcuni “vegani” continuano a farne uso. Alcuni vegani si rifiutano anche di mangiare prodotti fermentati (es. lieviti).

Vegan alimentare (Dietary Vegan): segue una dieta vegana ma non necessariamente esclude l’utilizzo degli animali in campo non alimentare.

Perché Vegan?

Il veganismo può essere definito una scelta di vita che cerca di eliminare, quanto più possibile, tutte le forme di sfruttamento e di crudeltà nei confronti degli animali, sia per quanto riguarda il cibo e l’abbigliamento che per qualunque altro scopo.

In termini strettamente alimentari si riferisce alla scelta di far a meno di tutti i prodotti animali, comprendendo quindi carne, pesce, pollame, uova, latte animale, miele ed i loro derivati.

L’orrore suscitato dalle crudeli pratiche legate all’industria casearia ed all’allevamento intensivo del bestiame e del pollame in genere è probabilmente la sola ragione comune per adottare uno stile di vita vegan, ma molte persone lo hanno fatto per motivi salutistici, ecologici, spirituali e per altre ragioni ancora.

“Il territorio, l’energia e le risorse idriche necessarie all’allevamento del bestiame raggiungono dovunque valori da 10 a 1000 volte maggiori di quelli che sarebbero necessari per produrre l’equivalente quantità di cibo attraverso le colture agricole. Inoltre l’allevamento del bestiame non si limita soltanto allo sfruttamento di tali risorse, ma le depaupera.

Questo è un fatto storicamente accertato. L’erosione del suolo, l’esaurimento delle falde acquifere e la deforestazione – tutti fattori che ora minacciano le fondamenta del nostro sistema alimentare – in gran parte non sono altro che il risultato di questa forma di produzione di cibo particolarmente distruttiva.” (Keith Akers, p.81, “A Vegetarian Sourcebook”, 1989).

Un po' di storia

Ecco alcune delle parole pronunciate dallo stesso Donald nei primi anni (1945):

“Vegetariani” e “Fruttariani” sono già associati in gruppi che permettono i “frutti” di mucche e galline, perciò… dobbiamo creare un vocabolo nuovo ed appropriato… Io ho usato il titolo “Notiziario Vegano”. Dovessimo adottare questo come termine, la nostra dieta verrà presto conosciuta come vegana e noi dovremmo aspirare a divenire vegani

Quanti vegetariani vi sono al mondo – o, quale percentuale della popolazione mondiale è vegetariana?

Si tratta di un interrogativo impossibile, in parte perché nessuno concorda su cosa si stia contando, in parte perché i buoni sondaggi sono costosi… tuttavia vedi: Statistiche / Quanti vegetariani nell’indice degli articoli dove si trovano alcune indagini realizzate. Per i dettagli riguardanti i membri dell’IVU, le organizzzazioni affiliate ed i sostenitori, vedi Associazioni Affiliate. Non forniamo dettagli per quanto riguarda i singoli sostenitori.

Vi sono regolamenti che governano la dicitura “adatto per vegetariani/vegani” sulle etichette dei cibi?

Da un lettore nel Regno Unito:
Sfortunatamente no, almeno nel regno Unito. So che la Società Vegetariana sta, al presente, cercando di stabilire una definizione con validità legale del termine “vegetariano”. Per esempio, cibi etichettati con la scritta “adatto per vegetariani” possono essere realizzati utilizzando uova di batteria, mentre la Vegetarian Society vorrebbe assegnare il suo logo -a forma di pianta- soltanto a quei cibi realizzati utilizzando uova di galline allevate a terra.

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Vi è una certificazione vegana per i prodotti alimentari e per gli integratori dietetici?

nota: potrebbe essere diverso per ogni Paese…

In Italia il marchio AVI indica la fruibilità di prodotti alimentari e di alcuni prodotti non alimentari da parte di vegetariani e vegani


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