International Vegetarian Union
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Europa: primi anni del ventesimo secolo
Adolf Hitler (1889-1945)

Quest'articolo è tratto da EVU News, 4/1996: Celebrazioni del cinquantesimo Anniversario della Vegetarier-Bund Deutschlands (SocietÓ Vegetariana Tedesca).

Lo scopo di quest'evento è stato richiamare l'attenzione del pubblico nei confronti della rifondazione della nostra Società dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Hildegund Scholvien, Presidente dell'EVU, ha presentato l'avventurosa storia della Vegetarier-Bund, fondata nel 1892, soppressa durante il regime nazista e rifondata nel 1946.

La chiusura della Società sarebbe stata piuttosto bizzarra se Hitler ne fosse stato un sostenitore.

Alcuni scrittori vegetariani hanno sostenuto che Hitler sia stato vegetariano almeno per una parte della sua vita. Janet Barkas, in The Vegetable Passion e Colin Spencer in The Heretics Feast supportano entrambi questa tesi, che non è però condivisa da tutti gli studiosi che hanno compiuto ricerche su quest'argomento.

Quello che segue è un estratto dalla recensione, scritta dal Professor Rynn Berry, del libro di Colin Spencer (pubblicata dal sito della Toronto Vegetarian Association):

In Heretics Feast, Colin Spencer asseconda il mito che vuole Hitler vegetariano e fa riferimento al supposto vegetarismo del dittatore nazista non meno di quattro volte, dedicandogli una sezione di cinque pagine nel capitolo 12.

Mentre è vero che i medici prescrissero a Hitler una dieta vegetariana per curare la flatulenza ed un disturbo cronico dello stomaco, diversi tra i suoi biografi, come Albert Speer, Robert Payne, John Toland ed altri, riportano la sua predilezione per salsicce e carni insaporite e aromatizzate. Anche Spencer sostiene che Hitler fosse diventato vegetariano soltanto a partire dal 1931: "Si potrebbe affermare che dal 1931 egli abbia preferito una dieta vegetariana, ma in alcune occasioni la trasgrediva". Quando si suicid˛ in un bunker, nel 1945, aveva 56 anni, sarebbe quindi stato vegetariano da 14 anni. A dimostrare il contrario, esiste la testimonianza di Dione Lucas, che fu la sua cuoca personale ad Amburgo, verso la fine degli anni Trenta. Nel suo libro "Gourmet Cooking School Cookbook," riporta che il piatto preferito di Hitler - quello che richiedeva abitualmente - era il piccione farcito. "Non vorrei farvi passare la voglia di mangiarlo, ma potrebbe interessarvi sapere che il piccione farcito era in assoluto il piatto preferito del signor Hitler, che cenava spesso in quest'hotel."

Riportiamo un contributo, disponibile sul sito Vegetarian Pages, fornito da un lettore senza particolari competenze sull'argomento, ma supportato da utili riferimenti bibliografici:

Hitler non era vegetariano. I suoi medici gli prescrissero occasionalmente di seguire una dieta vegetariana, per migliorare le sue condizioni di salute. Fu il Ministro della Propaganda, Goebbels, a manipolare questo fatto per spingere il pubblico a considerare il Fuerer come un altro Santo, come il vegetariano, a lui contemporaneo, Mohandas K. Gandhi (Mahatmah Gandhi). In realtà, Gandhi ne fu l'esatto opposto anche in questo: i medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne, e Gandhi rifiutava, mentre Hitler si prendeva gioco dei propri medici ignorandone i consigli e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al ragù.

Bibliografia:

Dinshah, J. (1974, January). "Book nook". {A review of Speer, A. (1970). Inside the 3rd Reich} Ahimsa, p. 11.
[Disponibile tramite la American Vegan Society, P.O. Box H, Malaga, NJ 08328, USA]

Meyer, R. (1985). "Was Hitler a vegetarian?" Vegetarian Voice, 12 (2), p. 6. (Rudolf Meyer Ŕ stato Presidente della Vegetarier Bund Deutschlands)
[Disponibile tramite la North American Vegetarian Society, P.O. Box 72, Dolgeville, NY 13329]

e di Alessandro Cattelan alec@ivu.org
Traduzione italiana di Claudio Romussi cromuss@tin.it