| International Vegetarian Union | |
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| IVU News Bambini e farfalle del
baco da seta: Leela chiese in prestito 2000 rupie (60 dollari) per fare delle riparazioni urgenti alla propria casa. Come garanzia, offrì Muthu, il figlio di dieci anni, costringendolo a lavorare per dodici ore al giorno in una delle aziende tessili locali per ripagare il debito. Tra gli altri compiti, doveva tendere i fili per l'ordito sul telaio ed alimentarlo manualmente per creare gli intricati disegni del sari; per questo lavoro guadagnava 10 rupie (30 centesimi) al giorno. Trovare denaro "anticipato" in cambio di lavoro minorile è molto facile nella fiorente industria della seta di Kancheepuram nel Tamil Nadu. Siccome le cifre offerte (tra i 60 e i 450 dollari) sono più alte che in qualunque altra industria, i genitori sono incoraggiati a vendere i propri figli seguendo una normale routine.
Coloro che hanno interessi in gioco, ribatteranno senz'altro che la povertà aumenterebbe se la gente smettesse di comprare la seta. Ma se questo commercio continuato per generazioni avesse migliorato la qualità di vita dei poveri, queste persone non condannerebbero ancora i propri figli a lunghe giornate di lavoro per misere somme. Che voi abbiate o meno un figlio di dodici anni, vi chiediamo di cessare l'utilizzo di qualunque tipo di seta, in particolare quella prodotta a Kancheepuram nel Kashmir, e vi preghiamo di scegliere altri tessuti per evitare di danneggiare sia i bachi da seta - una delle più piccole creature di Dio- sia quei bambini sfortunati la cui schiavitù e servitù degrada ognuno di noi. "The Silk Moths Undoing", il nuovo depliant informativo di Beauty Without Cruelty (Bellezza Senza Crudeltà) descrive come milioni di bachi da seta vengano uccisi da questa industria: per ottenere un grammo di seta, 15 bachi da seta vengono bolliti vivi nel loro bozzolo. Il depliant fornisce anche una lista di materiali e prodotti che contengono o non contengono seta. Chiunque sia preoccupato per i danni e per le serie conseguenze etiche della produzione della seta e che voglia ricevere una copia omaggio di questo depliant, in inglese o in hindi, può richiederlo inviando l'equivalente di un francobollo a : Beauty Without Cruelty, Post Box 18, Pune 411001, India. [Adattamento da “Children Mortgaged for Money” di Purnima Toolsidass, pubblicato in Compassionate Friend da Beauty Without Cruelty, India.]
Il Moderno Commercio degli Schiavi e Sfruttamento degli Animali:
Secondo la South Asia Coalition on Child Servitude (Unione dell'Asia Meridionale contro la Schiavitù dei Bambini), 80 milioni di bambini sono stati rapiti per essere indotti in schiavitù, oppure sono stati costretti dai propri genitori a lavorare per saldare i debiti delle famiglie o per pagare prestiti ad interessi elevatissimi. Per guadagnare soldi velocemente, costringendo alla prostituzione o alla schiavitù, non solo milioni di donne, ma anche bambini (di soli 6 o 8 anni) continuano ad essere venduti e vincolati ai rapporti feudali imposti dal lavoro forzato nelle fabbriche di tappeti, nel commercio della seta o in altre industrie immorali che li sfruttano. L'insensibilità e l'avidità umana permettono che bambini dai 5 ai 12 anni di età lavorino nelle fabbriche di tappeti degli stati indiani come il Bihar, che due milioni di bambini siano vittime del commercio sessuale internazionale in Bangladesh, Cambogia, Tailandia, Filippine, India, Nepal e Sri Lanka così come in America, in Europa e nel Medio Oriente, e che continui il lavoro forzato in condizioni subumane di adolescenti in Asia, Africa e America Latina. Tutto questo dimostra come, cinque secoli dopo l'inizio del fiorente commercio internazionale degli schiavi nel XVI secolo, lo sfruttamento continuo degli esseri umani, principalmente donne e bambini, come il nostro stesso futuro, rimanga legato in modo inestricabile al destino egoisticamente imposto alle altre classiche vittime: gli animali, deliberatamente sfruttati per la loro carne, la pelle e altri prodotti superflui che gli esseri umani, nella loro vanità, considerano più preziosi della vita stessa. Sino alla prima metà del XIX secolo il commercio degli schiavi, così economicamente vantaggioso per paesi come Olanda, Portogallo, Regno Unito, Francia, Spagna, Danimarca, Svezia e Stati Uniti, trasportò grandi quantità di persone attraverso l'oceano Atlantico. Oggi i nuovi schiavi sono principalmente donne e bambini incapaci di liberarsi dalle condizioni inumane e dalle interminabili ore di lavoro imposte dai propri padroni; le nuove navi negriere, invece, continuano ad esercitare il loro crudele commercio, cariche di innocenti esseri viventi destinati all'esecuzione nelle moderne industrie della morte del cosiddetto mondo sviluppato. Traduzione
italiana di Alessandro Cattelan
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