International Vegetarian Union (IVU)
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Vegetariano o Vegano?
I commenti necessari ad un dibattito superfluo

Dal Notiziario EVU, numeri 3+4, 1995

del Dott. Helmut F. Kaplan


I vegetariani non conducono una vita facile. Fino a poco tempo fa derisi dai mangiatori di carne, ora sono di nuovo nei guai, che questa volta provengono dall'altra parte: la critica dei vegani, che non solo rifiutano la carne, ma anche i latticini, le uova ed il cuoio, per ragioni morali. Per questo si propongono, contemporaneamente, due tesi all'inizio, per illustrare i problemi e l'effetto esplosivo della questione "Vegetariano o Vegano?":

La critica dei vegani verso i vegetariani in termini di etica e fatti è completamente giusta.

La critica dei vegani verso i vegetariani in termini di politica e strategia è completamente sbagliata.

Come sempre quando si scende a discussioni poliedriche ed emotivamente cariche, anche qui è raccomandabile guardare ai fatti in modo spassionato:

Ogni "uso" commerciale degli animali, ed anche quelli nell'industria dei latticini, delle uova, o del cuoio, rappresenta "sfruttamento" - dato che la competizione, il pensiero economico e l'obiettivo del profitto portano automaticamente allo sfruttamento animale. Per di più latticini, uova e cuoio sono così solidamente sfaccettate e inseparabilmente legate all'industria della carne, che ogni uso o consumo di latticini, uova e cuoio stimola allo stesso tempo l'industria della carne.

Tre esempi illustrativi: i vitelli delle mucche da latte si trovano immediatamente dal macellaio, a meno che non siano femmine, nel qual caso saranno avviate alla dolorosa produzione del latte. I pulcini, se maschi e non gassati, annegati o gettati in un tritacarne, finiscono come polli. La vendita del cuoio accresce i margini di profitto dei produttori di carne.

D'altra parte, è completamente fuori luogo mettere insieme in un unico mucchio vegetariani e mangiatori di carne, come non si fa raramente, come per dire: "Chi mangia formaggio potrebbe ugualmente mangiare carne!". Ovviamente, i carnivori causano un danno maggiore: perché non solo sfruttano direttamente gli animali come fornitori di latte e formaggio come i vegetariani, sostenendo indirettamente l'industria della carne. I carnivori in più promuovono l'industria della carne direttamente. Il mangiatore di carne, che è anche di solito consumatore di latte, uova e cuoio, per farla corta, ha causato molte più morti d'animali di un vegetariano.

Un altro fatto da considerare discutendo la questione "Vegetariano o Vegano?" è questa: diventare vegano non è una cosa da fare in un solo passo. Al contrario è comune essere vegetariano prima di arrivare dall'alimentazione carnea al veganismo. Semplicemente per questo, sarebbe sciocco condannare il vegetarianismo, il vero primo passo verso il veganismo.

Oltre a questo: per il vegetarianismo si può fare pubblicità francamente e in pubblico. Qui il "lavoro di persuasione" ha senso ed è necessario, perché le ragioni pratiche ed etiche per l'astensione dalla carne possono non solo essere rese razionalmente plausibile, ma possono essere indicate come uno stile di vita; sostituire rocchi di salsiccia con involtini di formaggio e salsa o ragù di carne con salsa alle erbe - questo si può facilmente immaginare. Ma astenersi da "tutto" tutto in una volta, richiede troppa immaginazione (anche a causa dell'informazione insufficiente) e provoca paura, tensione - e soprattutto - rifiuto: "Bene, allora farò proprio come ho sempre fatto finora, mangerò tutto ciò che desidero!"

Al vegetarianismo le persone si possono guidare, al veganismo devono arrivarci da soli. Il passo verso il veganismo avviene silenziosamente, in privato. Ciononostante, in generale avviene ad una sola condizione: se le persone sono motivate a dispensare dallo sfruttamento gli animali per ragioni etiche. Questa sensibilità viene quasi sempre da un vegetarianismo fondato eticamente. Ecco perché è così importante guidare la gente al vegetarianismo etico. Tutto il resto, se succede, viene da sé.

La condanna dei vegetariani non accresce il numero dei vegani, ma diminuisce quello dei vegetariani. E' una condanna inutile, ma causa invece un danno immenso. L'importante è, come si è detto, una motivazione morale.

E' per questo che quelli che hanno intenzioni oneste di astenersi dalla carne, quelli che sono già arrivati alla meta vegana, e tutti quelli che si trovano "in mezzo", devono unire gli sforzi - invece di etichettarsi l'un l'altro e fare così del male agli animali.

Se il conflitto fra vegetariani e vegani non fosse una realtà, sarebbe probabilmente inventata dai pubblicitari dell'industria della carne - e sarebbe un'idea brillante. Non c'è più gran piacere per i carnivori che veder litigare i non carnivori fra loro!

Dr. Helmut F. Kaplan, nato nel 1952, è filosofo, insegna all'Università di Salisburgo. Come autore, ha pubblicato diversi libri: "Philosophie des Vegetarismus" (1988), "Warum Vegetarier?" (1989), "Sind wir Kannibalen?" (1991), "Leichenschmaus" (1993), e "Warum ich Vegetarier bin" (1995).


Traduzione Italiana di Franco Tedaldi go14556@iperbole.bologna.it e di Paola Segurini mpseguri@val.it