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Qualche riserva sull'uso dell'ingegneria genetica
Urs Guthauser, 1997

Deutsch - from EVU News, Issue 2 /1997 - English

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Dr. Urs Guthauser, Dottori per la Protezione dell'Ambiente, via Ubrio 2, 6616 Losone, Svizzera
Tel.: +41 (0)91 / 756 71 11
Fax: +41 (0)91 / 752 27 26
e-mail: uguthau@dial.eunet.ch

Riassunto:
Per motivi scientifici, medici ed economici, l'ingegneria genetica sta conoscendo un forte sviluppo in tutto il mondo. Negli ultimi vent'anni questa tecnologia ha raggiunto un tale grado di sviluppo, da permetterci di intervenire sulla natura in modo molto incisivo. Si spera che, grazie alla tecnologia genetica, si otterranno conoscenze ancora piú approfondite delle funzioni vitali, si svilupperanno nuove e piú efficienti possibilitá terapeutiche e si conquisteranno nuovi mercati che prometteranno alti profitti.

Tuttavia, é possibile che i potenziali pericoli connessi all'ingegneria genetica non siano riconosciuti o vengano sottovalutati. Cosí dobbiamo constatare che, per motivi d'interesse economico, si immettono in natura piante modificate tramite l'ingegneria gene tica, si producono e brevettano animali transgenici per la produzione di alimenti e di medicamenti, senza che sia stata prima effettuata una seria analisi dei rischi e delle possibili conseguenze di questa tecnologia. Inoltre, la ricerca medica con gli animali transgenici introduce, una metodologia molto controversa dal punto di vista scientifico ed etico-morale. Lo studio dei rischi tecnologici é ancora agli inizi e una corretta valutazione di questi rischi é oggi quasi impossibile. Per motivi comprensibili la popolazione é poco disposta ad accettare molti dei, possibili campi d'applicazione dell'ingegneria genetica. In questo lavo ro sottoponiamo ad una disamina critica le implicazioni ecologiche, sa nitarie, economiche, socio-politiche ed etiche della tecnologia genetica. Riteniamo che, nell'applicazione della tecnologia genetica, la societá debba porre dei chiari limiti sia all'economia che alla scienza. Perció auspichiamo che sia dato spazio al dibattito pubblico e critico, con il coinvolgimento di tutti i gruppi interessati.

Introduzione:
Al giorno d'oggi la scienza, la politica e la societá sono confrontate a enormi problemi ambientali globali (1,2). Molte malattie (AIDS, BSE, Alzheimer, cancro, ecc.) costituiscono una sfida estrema per la ricerca medica. Nonostante l'impegno assiduo nella ricerca, per molte malattie abbiamo finora solo delle capacitá terapeutiche poco efficienti. Perció si ripongono grandi speranze nelle nuove possibilitá offerte dalla biotecnologia.

Con i metodi dell'ingegneria genetica l'uomo puó influenzare in modo e in misura imprevedibile il suo ambiente di vita, raggiungendo una profonditá d'intervento che ha una dimensione del tutto nuova e non é piú sottoposta alle leggi naturali dell'evoluzione. Possiamo intervenire in modo drastico e fondamentale sui processi vitali, accelerare in modo spettacolare i lenti adattamenti evolutivi naturali, infrangere le barriere fra specie diverse e formare. secondo il nostro desiderio, nuovi organismi che servano in modo mirato agli interessi dell'umanitá.

Il fondamento filosofico-scientifico per questi interventi é dato dal modello di pensiero riduzionistico-meccanicistico del filosofo Descartes e del fisico Newton, i quali postulavano che in ogni sistema complesso il comportamento dell'insieme puó essere analizzato in base alle proprietá delle sue parti. Si studiano le malattie sulla base del rapporto unidirezionale gene-fenotipo e si interpreta l'essere vivente soprattutto come un prodotto d'espressione dei suoi geni.

Secondo il pensiero ecologico, invece, le proprietá delle part.i possono essere comprese solo nel contesto dell'insieme piú vasto, delle reciproche correlazioni e dei rapporti con l'ambiente. Cosí la fenotipizzazione avviene sotto controllo epigenetico (3). L'approccio scientifico é meno analitico, ma corrisponde di piú a un pensiero sistemico c: contestuale, che é anche pensiero ambientale (4).

Questo modello di pensiero si basa su una profonda coscienza ecologica e considera 1 uomo come un filo nella rete della vita, in rapporto reciproco con la natura di cui fa parte e non al di fuori o al di sopra di essa. Il nuovo paradigma si basa su una nuova struttura di valori, in quanto riconosce ad ogni essere vivente un valore intrinseco e fine a sè stesso; rifiuta quindi la concezione antropocentrica del mondo (5).

Siamo perció confrontati a due modi opposti di considerare i fenomeni vitali, di valutare il mondo circostante e di giudicare la posizione dell'uomo nel creato. Conseguentemente anche la critica e la valutazione dell'ingegneria genetica e delle sue conseguenze dipendono dall'atteggiamento dell'osservatore. Ció che per gli uni é una promessa per il futuro e un'insostituibile pratica quotidiana in campo medico e scientifico, per gli altri costituisce, in certi campi d'applicazione, una minaccia incalcolabile e il disprezzo del mondo vivente.

Noi medici per l'ambiente riteniamo che l'ingegneria genetica sia uno strumento potenzialmente pericoloso, se il suo campo d'applicazione non é chiaramente definito e delimitato. Siamo dell'opinione che, a causa del potenziale pericolo e della particolare portata di un'applicazione incontrollata o controllata, le decisioni dovrebbero essere prese al di fuori dei circoli specialistici e die gruppi direttamente interessati. Perció cerchiamo di stimolare il dibattito pubblico.

Nelle discussioni sulle applicazioni dell'ingegneria genetica é assolutamente necessario distinguere l'ambito umano da quello extraumano, poichè nei due campi si perseguono scopi diversi e le manipolazioni genetiche rispondono parzialmente a interessi diversi e comportano potenziali di pericolo diversi.

In ambito extraumano sorgono degli interrogativi nel campo dell'ecologia, dell'influsso sulla salute delle persone e degli animali, della socioeconomia e dell'etica. Esso si sovrappone all'ambito umano per la produzione e l'uso di animali transgenici nella ricerca medica, nella produzione farmaceutica e nella produzione di organi per i xenotrapianti.

Ció implica che i ricercatori si pongano anche delle domande scientifico-teoriche sull'influenza della tecnologia genetica e dei suoi risultati sulla societá e sull'ambiente, e che vecchi tabú debbano essere superati.

La cosiddetta 'ricerca pura' deve essere smascherata quale autoillusione e le riflessioni bioetiche devono essere prese in considerazione giá nella ricerca fondamentale. La considerazione della sostenibilitá -- cioé della salvaguardia della diversitá genetica delle specie animali e vegetali -- e i potenziali pericoli dell'ingegneria genetica non possono essere trascurati a causa di vantaggi economici a corto termine. I medici per l'ambiente ritengono che per i seguenti punti vi siano dei problemi tuttora irrisolti:

Ecologia:
L'immissione in un ecosistema di organismi modificati geneticamente, sia volontaria (secondo la direttiva UE 90/220/CEE) che involontaria, comporta un rischio. Vi sono parecchi tentativi di tenere sotto controllo questi pericoli potenziali basandosi sulla teoria del rischio (6,7,8,9,10).

Tuttavia, con il rilascio nell'ambiente, vengono meno le sostanziali barriere di sicurezza dei laboratori e degli impianti di produzione. L'uomo e l'ambiente sono esposti direttamente e continuamente a grandi quantitá di organismi geneticamente modificati (piante, microorganismi, virus) e conseguentemente a un rischio molto elevato (11). La particolare qualitá del rischio nell'ingegneria genetica é data dal fatto che la fonte di questo rischio:

  • vive
  • si riproduce
  • puó essere implicata in un transfer genetico orizzontale
  • in caso di danno, non puó essere ricuperata.
In caso di incidente sono del tutto esclusi il ricupero o la disinfezione.
Questo fatto distingue sostanzialmente un eventuale danno di questo tipo dai rischi chimici o di irradiazione, i quali sono limitati a determinate sostanze, nonchè localmente e temporalmente circoscritti. La natura diventa un laboratorio aperto (11). I diversi pericoli potenziali non sono ancora stati chiariti (12) e possono essere descritti solo qualitativamente (13). Nella valutazione dei rischi gli esperti hanno opinioni divergenti (14) e tale valutazione si basa soprat tutto su esperimenti in campo circoscritto, che per molti parametri (quantitá, superficie, fattori temporali, pressione selettiva, possibilitá di controllo) non sono rappresentativi per l'immissione su larga scala (15).

Gli effetti a lungo termine, sull'arco di centinaia di anni, non possono essere convenientemente valutati e la stima dei rischi é forzatamente limitata a dei sistemi-modello. Si tratta perció di rischi ipotetici e non calcolabili (16):

  • la cui probabilitá di avverarsi é superiore a zero
  • per i quali il legame causale tra la fonte del rischio e il danno registrato non é dimostrabile o non puó essere determinato con certezza
  • che possono avere per conseguenza danni estremamente ingenti e quindi intollerabili
  • di cui, in base a queste caratteristiche, non é possibile saggiare in via sperimentale le conseguenze.
In concreto si tratta dei seguenti rischi (Amman Daniel):
  • Transfer genetico tramite l'incrocio con specie selvatiche a partire da piante transgeniche con un alto potenziale di scambio genetico. Per esempio: girasoli, avena o colza transgenici
  • Ibridazione spontanea, che avviene piú spesso di quanto supposto dopo la manipolazione genetica
  • Trasmissione di geni di resistenza agli erbicidi a piante infestanti. Tale strategia di lotta alle erbacee diventa quindi inutile nell'arco di pochi anni
  • Impiego uguale o maggiore di erbicidi e pesticidi (secondo una perizia dell'istituto di economia agraria del politecnico di Zurigo)
  • Formazione di prodotti di decomposizione dannosi per la salute nelle cellule vegetali transgeniche (effetti estrogeni, cancerogeni, ecc.)
  • Trasmissione del transgene di una pianta tramite impollinazione anemofila (su distanze di diversi chilometri) ad altre piante. Diffusione di piante transgeniche ibride a causa dei loro vantaggi selettivi. Sviluppo di piante selvatiche che diventano infestanti
  • Disturbo duraturo dell'ecosistema a causa dell'invasione di piante transgeniche estranee. Il ritardo temporale degli effetti puó durare fino a 200 anni
  • Sviluppo di resistenze in piante transgeniche resistenti ai parassiti. Esempio: contrariamente alle aspettative sperimentali, il parassita della pianta di cotone resistente Bt (USA), che si voleva colpire, ha potuto espletare comunque i suoi effetti e distruggere una parte del raccolto
  • Effetti a lungo termine. A causa dell'incertezza dei modelli teorici e sperimentali non resta che l'osservazione sul lungo periodo per rilevare il piú presto possibile gli effetti negativi sull'ecosistema. Ma a questo punto i danni possono giá essere irreversibili
  • Impossibilitá di una prevenzione
  • Ulteriori fattori come il transfer genetico orizzontale, la ricombinazione di virus, il disturbo delle comunitá di specie viventi, rendono impossibile la valutazione dei rischi ed escludono perció uno sviluppo sostenibile.
Salute:
Con la manipolazione genetica e i suoi prodotti d'espressione si immettono sostanze in piante coltivate e in animali produttivi, che finora non si riscontravano in questi organismi. Molte delle potenziali fonti di pericolo insite in questo intervento possono essere definite teoricamente, ma é pressochè impossibile calcolare l'estensione dell'eventuale danno. Particolarmente incerta é la valutazione del danno in caso di consumo prolungato di questi prodotti. Si tratta di sostanze quali nuove proteine (prodotti d'espressione) di origine virale, batterica, vegetale o animale.

Tra l'altro, un potenziale rischio é insito nel fatto che queste proteine in genere non corrispondono alla molecola naturale originaria, poichè vi sono differenze nella sequenza degli amminoacidi. Nella letteratura sono descritte quote d'errore nel procedimento di lettura dell'RNA verso la proteina del 20% (17). Esiste pure la possibilitá di un assorbimento di ormoni proteici e fattori di crescita attraverso il tratto gastrointestinale (18). I geni possono comportarsi in modo diverso in un contesto differenziato. Cosí vi sono indicazioni che un gene bovino puó svilupparsi in modo nuovo in un genoma di mela (19).

Nasce un alto potenziale di nuovi allergeni, che secondo la FDA, in mancanza di metodi adeguati, non possono essere previsti (20). E' noto che le piante di soia cui é stato impiantato un gene di noce del Pará hanno provocato gravi reazioni allergiche in persone sensibili (21), anche se negli esperimenti su animali la proteina responsabile "2S-albumina" era risultata innocua. Vi sono enormi lacune nella ricerca sulle allergie (22) e, come mostra l'esempio della "2S-albumina" della noce del Pará, i modelli animali non sono appropriati. Inoltre, proteine simili non sempre hanno un analogo effetto allergenico.

Per esempio, la proteina "tropomiosina" dei gamberetti é un forte allergene, le tropomiosina nella carne di pollo o di manzo, molto simili, invece no (23).

Il rischio di impreviste allergie é molto piú importante con l'uso dell'ingegneria genetica che con i metodi di allevamento tradizionali, poichè nella tecnologia genetica non sono interessate solo piante della stessa specie, ma é disponibile quale fonte di geni l'insieme di tutte le piante, degli animali e di molti microorganismi (24).

Per permettere l'identificazione di cellule trattate con successo, si agganciano al gene d'interesse, quali marcatori di riconoscimento, dei geni di resistenza agli antibiotici. I prodotti d'espressione dei geni attivi di resistenza agli antibiotici, che con il relativo alimento giungono nel tratto intestinale, possono disattivare un antibiotico somministrato a scopo terapeutico. Tramite il transfer genetico orizzontale sussiste la possibilitá di trasmissione di questi geni ai germi patogeni presenti nel tratto intestinale, che assumono la relativa resistenza, rendendo piú difficile una terapia e peggiorando il problema dello sviluppo di resistenze (25).

Sembra che ció avvenga soprattutto nei microorganismi che portano le loro caratteristiche genetiche su plasmidi, che vengono aggiunti alle sostanze d'origine animale o vegetale per ulteriore lavorazione (yogurt, formaggio, salame, crauti, ecc.) (26).

I produttori finora non hanno potuto dimostrare scientificamente che questi problemi possono essere tenuti sotto controllo.

I prodotti del metabolismo degli er bicidi nelle piante transgeniche hanno un potenziale tossico, cancerogeno e mutageno difficilmente calcolabile e nella letteratura non si trova nulla di conclusivo circa le conseguenze sulla salute dei prodotti d'espressione dei geni di tossina nelle piante alimentari (26).

In vitro é stata riscontrato un danno agli eritrociti causato dalla tossina del Bacillus thuringiensis (27).

Nell'impianto, inevitabilmente impreciso, di geni estranei sul genoma di prodotti alimentari si deve anche tener conto dei possibili effetti di posizione (11). L'effetto finale del gene estraneo é determinato dal suo contesto spaziale nel gene ricevente, che rende piú difficile o persino impossibile una valutazione del rischio. Effetti di questo genere sono stati descritti in diverse ricerche sperimentali (28,29,30).

E' possibile indurre nuove vie metaboliche devianti, con effetto indeterminato. In letteratura sono descritti diversi esempi: L-triptofano prodotto con tecniche genetiche ha causato gravi disturbi alla salute (sindrome eosinofilia-mialgia) con conseguenze mortali (31,32). Nonostante ricerche approfondite, non é peró ancora chiaro se si tratti di un effetto della manipolazione genetica o di un risultato del procedimento di purificazione. L'erbicida a largo spettro "glyphosat", che é stato usato sui fagioli, ha causato un effetto estrogeno indesiderato nei topi (33).

Economia:
L'importanza economica dell'ingegneria genetica é materia assai controversa. Considerati i dati disponibili, é quasi impossibile prevedere con certezza gli eventuali vantaggi economici della tecnologia genetica (39). Se si osserva lo sviluppo negli USA, le previsioni troppo euforiche vanno soppesate criticamente. Purtroppo in questo campo é difficile ottenere dei dati per l'Europa e le biotecnologie e l'ingegneria genetica spesso non sono considerate separatamente (34). Negli USA, l'ingegneria genetica rappresenta una parte dello 0,1% dell'intero mercato del lavoro, il che corrisponde circa alla quota registrata in Svizzera. Degli 8 milioni di nuovi posti di lavoro creati negli Stati Uniti negli ultimi quattro anni, solo lo 0,5% é relativo all' ingegneria genetica. In Svizzera, il settore della chimica ha costantemente ridotto i posti di lavoro negli ultimi anni (34). Da questo punto di vista, l'importanza dell'ingegneria genetica sul mercato del lavoro é molto relativa. Nel quinquennio 1990-1995, le tre aziende chimiche basilesi Ciba, Sandoz e Roche hanno investito sette miliardi di dollari nella tecnologia genetica degli Stati Uniti (35). Ció lascia intravvedere il peso delle ubicazioni all'estero. Le perdite e le cifre d'affari (in miliardi di dollari) delle ditte biotecnologiche negli anni indicati sono ammontate a (34):

passivocifra d'affari
19861,41,1
19912,02,9
19964,69,3

dove il peso maggiore é assunto dal settore della medicina umana, che rappresenta circa l'80% dell'ingegneria genetica statunitense. Per motivi facilmente comprensibili, il settore delle tecnologie genetiche richiede un forte volume d'investimenti, cosicchè, contrariamente alle ditte tradizionali, v'é un forte squilibrio fra i costi per la ricerca e l'utile conseguito (37). In Germania ogni posto di lavoro nel settore dell'ingegneria genetica é sovvenzionato con 29000 marchi all'anno. Anche in Svizzera, lo sviluppo dell'ingegneria genetica richiederá un massiccio impiego di fondi pubblici. Tuttavia non v'é da attendersi un sostanziale mutamento dell'importanza dei fattori di ubicazione nei prossimi anni (38).

I medicamenti prodotti con l'ingegneria genetica permettono un sostanziale aumento della cifra d'affari solo se comportano nuove possibilitá terapeutiche su larga scala. Ció nonavviene se, come nel caso dell'insulina, un medicamento esistente viene semplicemente sostituito con uno nuovo. In futuro il promovimento dell'ingegneria genetica sulla base di ragioni economiche deve quindi essere sottoposto a un'analisi critica.

Implicazioni politiche e sociali:
La nostra economia si basa sulla tesi della crescita continua, del progresso senza limiti e dell'onnipotenza tecnica, e con ció ha certo incrementato la ricchezza materiale dei paesi industrializzati, ma al contempo ha reso piú acuta la problematica sociale ed ecologica. E' quanto é documentato in modo esauriente nella letteratura (1,2).

L'ingegneria genetica ci offrirá una via d'uscita da questo dilemma, oppure finiremo di nuovo in un vicolo cieco? Restano molte questioni aperte, cui non possiamo sottrarci. Non ha nessuna rilevanza economica sapere se l'ingegneria genetica, finanziariamente molto impegnativa, sia economicamente ragionevole e finanziabile per i paesi del Terzo mondo, oppure se non aumenti la loro dipendenza economica dalle nazioni industrializzate? Come si pone la questione della compatibilitá sociale nell'affrontare nuovi rischi sanitari ed ecologici (diritti di partecipazione, decisionali e alla parola)? Quali saranno le conseguenze per la ripartizione delle nuove risorse, per la compatibilitá della sicurezza con la libertá, per la conservazione di sistemi sociali cresciuti organicamente come i piccoli contadini, i popoli primitivi, ecc.? Le popolazioni dei paesi poveri potranno permettersi i nuovi prodotti dell'ingegneria genetica, oppure questi ultimi accresceranno le differenze di sviluppo fra nord e sud? I medicamenti ottenuti con l'ingegneria genetica ("gene farming") sono davvero rilevanti dal punto di vista della politica sanitaria per la maggioranza dell'umanitá, se consideriamo che per ridurre il tasso di morbilitá e mortalitá sarebbero necessari soprattutto l'aumento del benessere, il miglioramento delle condizioni igieniche, dell'istruzione, la paritá dei diritti fra uomo e donna e un'alimentazione equilibrata?

Non sarebbe forse possibile diminuire drasticamente la fame nel mondo riducendo la produzione di mangimi per animali da macello a favore della coltivazione di piante alimentari? 35-50% della produzione vegetale mondiale finiscono nella produzione di carne, dove va perso il 90% dell'energia primaria (39)! L'introduzione di piante standardizzate con la manipolazione genetica non favorisce le monocolture con tutte le loro conseguenze negative? Una maggiore diffusione di colture miste con piante indigene e metodi agricoli biologici favorirebbe invece lo sviluppo di unitá sociali piú piccole e contribuirebbe a preservare la varietá e la resistenza delle specie. Non sarebbe meglio spostare la produzione alimentare e il consumo, lá dove determinati alimenti sono presenti in natura, invece di modificare geneticamente le piante per poterle far crescere in posti dove altrimenti non sarebbe possibile coltivarle?

Noi medici per l'ambiente siamo convinti che si debba rispondere al piú presto a queste come ad altre domande di tipo socio-politico, prima di mettere in moto meccanismi che, una volta avviati, non possono piú essere tenuti sotto controllo.

Animali transgenici ed etica:
Con la produzione e l'impiego di animali transgenici, la scienza si é avventurata in un campo che suscita critiche d'ordine economico, scientifico e soprattutto etico-morale. La valutazione del rischio, segnatamente nei xenotrapianti, risulta impossibile. Per esempio, come si puó dimostrare l'innocuitá dei virus che nei xenotrapianti possono passare dall'animale all'uomo, se non se ne conosce neppure l'esistenza (40,41).

Il Consiglio svizzero della scienza ha elaborato un questionario in relazione agli animali transgenici ed é giunto alla conclusione che l'importanza degli animali transgenici nella ricerca sulle malattie umane non puó ancora essere valutata in modo chiaro (42). Sarebbe troppo lungo affrontare nell'ambito di questo articolo gli aspetti scientifici della manipolazione genetica su animali, per cui mi limiteró ad alcune riflessioni etiche.

Il maggior bene di ogni essere vivente é la sua vita come individuo, e il suo maggior interesse é quello di conservarla; credo che questo dogma non sia in discussione.

La vita di ogni singolo individuo ha la sua specifica dignitá, che la nostra costituzione federale (art. 24 novies, cpv. 3) garantisce a tutte le creature.

Sappiamo cos'é la dignitá umana, ma cosa intendiamo per dignitá della creatura? La dignitá fra gli esseri viventi é distribuita secondo una scala gerarchica -- ció che implica un giudizio di valore -- oppure é specifica e paragonabile per valore alla dignitá umana?

Il giudizio su questa questione dipende dalle proprie convinzioni filosofiche e religiose. Cosí J. Schenkel (43) difende il punto di vista antropocentrico: "Gli esperimenti transgenici sono sicuramente sostenibili quando contribuiscono alla comprensione dei meccanismi di malattie gravi o incurabili, oppure se servono alla ricerca fondamentale, qualora questi problemi non possano essere affrontati altrimenti. Parimenti accettabile é la produzione farmaceutica con animali transgenici". Un'opinione diametralmente opposta é quella espressa dal comitato scientifico dell'incaricato per le questioni ambientali del consiglio della chiesa protestante di Germania 1991 (44): "L'impiego degli animali é ammissibile solo se non comporta dolore e sofferenza inflitti unicamente per ottenere una maggiore capacitá procíuttiva e finchè la dignitá degli animali é rispettata. Anche la vita animale é fondamentalmente protetta. L'uccisione di animali é possibile solo come gesto di misericordia, per porre termine a inguaribili sofferenze, oppure puó essere accettata in caso di legittima difesa e in situazioni estreme analoghe".

Nel suo studio di 62 autori che si sono occupati della dignitá dell'uomo e degli altri esseri viventi, G.M. Teutsch giunge alla conclusione che: "Gli animali sono minacciati o feriti nella loro dignitá di creature, se il loro essere diversi in quanto animali e il loro specifico essere come sono, nonchè la loro possibilitá di sviluppo, non sono accettati, ma vengono modificati, e quando sono considerati soprattutto come mezzi e troppo poco come fine a sè stante. In particolare ció é il caso negli interventi di manipolazione genetica e quancío gli animali sono ridotti a semplici strumenti di misura, come per esempio negli esami di tossicitá".

Noi medici per l'ambiente condividiamo la tesi di G.M. Teutsch e riteniamo che la dignitá umana e quella animale siano indivisibili. La creatura ha un proprio valore e un proprio scopo, indipendentemente dagli interessi dell'uomo, e quindi la propria dignitá. Teutsch scrive (44):

"La dignitá della creatura ci impone di considerare il suo valore intrinseco, che esiste al di lá di tutte le nostre valutazioni. Solo la persona assennata é capace di questo rispetto. Farsi guidare nelle proprie azioni dal bene di altri esseri viventi, é perció sempre anche una questione relativa alla concezione umana di sè e del mondo, e quindi anche una questione di dignitá umana".
Questo punto di vista ha ampie conseguenze ed é un invito alla societá a rinunciare ai possibili vantaggi per gli interessi umani nei campi della ricerca, della medicina e dell'economia, se cosí si tutela la dignitá delle creature e si evitano sofferenze nel mondo animale.

Questa richiesta é tanto piú importante, in quanto l'esperienza ha dimostrato che i modelli elaborati tramite gli esperimenti sugli animali permettono solo molto rudimentalmente degli approcci terapeutici efficaci alle malattie umane (per esempio: i topi predisposti al cancro o alla fibrosi cistica, ecc.). Con i modelli transgenici, il numero degli animali impiegati in un singolo esperimento puó anche essere ridotto, d'altra parte peró con la forte espansione del settore transgenico sembra che nel complesso si assista a un aumento degli esperimenti sugli animali (45). La produzione di animali transgenici é collegata a gravi sofferenze (45) e il numero di allevamenti di sofferenza é aumentato (42). Rifiutiamo di soppesare il carico sopportato dagli animali e l'utile che ne deriva all'uomo, poichè la manipolazione genetica per definizione e la fattispecie della grave oppressione bastano comunque a ledere la dignitá della creatura.

Consideriamo che le alternative offerte dai metodi biocellulari e biomolecolari possano sostituire gli animali transgenici e chiediamo che gli investimenti siano concentrati soprattutto in questo campo della biotecnologia e dell'ingegneria genetica.

Conclusione:
Nel campo delle biotecnologie stiamo assistendo a un rapido sviluppo, che ha raggiunto la sua forma piú gravida di conseguenze nell'ingegneria genetica. L'umanitá, impreparata, é investita da questo nuovo sviluppo, di cui non puó comprendere appieno i principi e le conseguenze, poichè tutto avviene troppo rapidamente e in modo poco trasparente.

Gli interessi scientifici, medici ed economici sono talmente importanti, che si é sviluppata, quasi inavvertitamente, un'enorme forza di sostegno dell'ingegneria genetica. Lavorano sempre piú superspecialisti, che comprendono "sempre di piú di sempre di meno" e che con il loro "know how" si trovano a un bivio pericoloso per l'integritá dell'uomo e della natura. Come nel caso dell'energia atomica, la scienza ha di nuovo raggiunto un limite, che non puó superare senza che sia prima stato raggiunto un consenso sociale, anche se ció puó apparire troppo utopico. A causa della portata dell'ingegneria genetica per l'uomo e per la natura, la competenza decisionale non spetta solo agli esperti e alle commissioni etiche da loro composte. Spetta invece all'intera societá, che deve assumersi questa responsabilitá dopo un'ampia e approfondita discussione.

In questo constesto é importante che i rappresentanti dei vari gruppi d'interesse possano partecipare pariteticamente al processo decisionale. Cosí sarebbe eventualmente possibile relativizzare l'argomentazione utilitaristica basata su un approccio antropocentrico. In particolare, abbiamo bisogno di nuovi criteri ecologici e sociali che riconoscano il valore e la dignitá del mondo che ci circonda, anche se per l'umanitá ció comporta la rinuncia a una conoscenza piú approfondita.

Con l'iniziativa "per la protezione della vita e dell'ambiente dalla manipolazione genetica" abbiamo l'occasione di aprire questo discorso in Svizzera.

Ringraziamento: Per la lettura critica del manoscritto ringrazio Florianne Kochlin, biologa e chimica, e Mattia Cassina, medico per l'ambiente. Per la traduzione in italiano, ringrazio Werner Herger.

Dr. med. Urs Guthauser, Chirurgo FMH, via Ubrio 2, 6616 Losone, Membro Medici per l'Ambiente Svizzera

Letteratura:

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  4. Capra Fritjof. Lebensnetz. ScherzVerlag 1996
  5. Devall Bill and George Sessions. Deep ecology. Salt Lake City 1985
  6. Fiksel J. et al. Pergamon Press, 1986
  7. Transgenic Organismis. Risk assessment for deliberate releases. Birkhauser Verlag, 1993, edited by K. Wöhrmann, J. Tomiuk
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