| International Vegetarian Union (IVU) | |
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Impressioni di Loma Linda
Loma Linda (che in spagnolo significa 'Collina Bella') è situata nella California del Sud, a circa 60 miglia ad est di Los Angeles. La cittadina e la vicina città di San Bernardino sono circondate dalle montagne e la località turistica di Palm Springs ed il Joshua Tree National Park sono rapidamente raggiungibili in automobile. La California del Sud è famosa per i suoi aranceti (sebbene, purtroppo, molti siano stati distrutti per far posto allo sviluppo urbano) e in molti giardini ci sono alberi d'arancio, di pompelmo e di limone. Il clima è caldo d'estate e mite d'inverno. L'Università di Loma Linda è specializzata in scienze della salute, ed il suo Centro Medico è famoso in tutto il mondo per la ricerca pionieristica (importante il trapianto di cuore fra bambini), e per le cure orientate all'alta tecnologia. Il Centro Medico di Loma Linda è l'evoluzione di un sanatorio fondato nel 1905 dagli appartenenti alla Chiesa degli Avventisti del Settimo Giorno. Il sanatorio fu creato da John Burden, pastore Avventista del Settimo Giorno che agiva secondo le istruzioni di Ellen White, uno dei membri fondatori della Chiesa, che scrisse ampiamente su materie di salute e difese l'alimentazione vegetariana. Alla funzione inaugurale del sanatorio, Ellen White dichiarò: "Loma Linda non deve essere solo un sanatorio, ma un centro di istruzione ... Qui sarà creata una scuola per la formazione di medici missionari evangelisti." Oggi, la Chiesa Avventista del Settimo Giorno opera in tutto il mondo con più di 450 istituzioni sanitarie ed in migliaia di attività formative, tra cui tre università. Uno dei momenti salienti del Congresso è statala presentazione di una Piramide del Cibo Vegetariano. La piramide identifica i cereali integrali ed i legumi come la base di una salutare dieta vegetariana. Anche frutta e verdura dovrebbero essere mangiate liberamente, insieme a quantità più limitate di noci e semi. Altri cibi, tra cui latticini e uova, sono considerati opzionali, cosicché una dieta vegana è considerata compatibile con la buona salute, sebbene ai vegani sia consigliato di includere un'affidabile fonte di vitamina B12 nella loro dieta. Due delle ricerche presentate illustravano i risultati del lavoro condotto da me e dai miei colleghi ad Oxford, Londra e a Dunedin, in Nuova Zelanda. Nella prima delle ricerche, il Dr Tim Key ha presentato i risultati di una meta-analisi di mortalità in cinque studi prospettivi sulle popolazioni comprendenti un gran numero di vegetariani. Due degli studi (lo Studio sulla mortalità fra gli Avventisti e lo Studio sulla salute fra gli Avventisti) sono stati condotti con la supervisione del Dr Gary Fraser alla School of Public Health, all'Università di Loma Linda. Lo Studio sugli Acquirenti di Cibo Salutare e lo Studio Vegetariano di Oxford sono stati effettuati dalla Cancer Epidemiology Unit, e lo Studio Heidelberg si è svolto con la supervisione del Dr Jenny Chang-Claude in Germania. Nel complesso, sono disponibili i dati per un totale di 76.172 persone, compresi 27.808 vegetariani, di cui 8.330 morti prima dell'età di 90 anni dopo una media di 10.6 anni di controlli. Dopo la suddivisione per età, sesso, abitudine al fumo e studi, si è scoperto come i vegetariani abbiano una mortalità per cardiopatie ischemiche ridotta del 25% (la causa più comune di morte nel mondo occidentale), ed un 9% in meno di mortalità (per qualsiasi causa) confronto ai non vegetariani e si tratta di risultati dall'elevato significato statistico. Comunque, non c'era nessuna prova che suggerisse che i vegetariani abbiano una mortalità minore dei non vegetariani per cancro al colon retto, al seno o alla prostata (rapporti di mortalità 1.00, 1.02 & 0.89 per vegetariani contro non vegetariani, rispettivamente), o, certamente, per nessuna delle altre comuni cause di morte studiate. Nella seconda presentazione, riguardante le ricerche condotte da me e dai miei colleghi, la Dr. Margaret Thorogood ha presentato gli ultimi risultati di un'analisi della mortalità, nello Studio Vegetariano di Oxford nel quale sono stati studiati gli effetti di vari fattori dietetici sulla mortalità per cardiopatie ischemiche e per qualsiasi causa. Tali effetti mostrano che grassi saturi e colesterolo da cibo animale sono i maggiori fattori di rischio per le cardiopatie ischemiche. Traduzione Italiana di Franco Tedaldi e di Paola Segurini
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