International Vegetarian Union
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La Malattia della "Mucca Pazza"

Il Watergate dell'industria della carne?
di Mark Berriman

From the Australian Vegetarian Society - English Con la prospettiva di parecchie migliaia di capi destinati al macello in Gran Bretagna in un tentativo di eliminare la "malattia della mucca pazza" o encefalopatia spongiforme bovina (Bovine Spongiform Encephalopathy, BSE), l'industria della carne britannica si trova di fronte alla più grossa crisi di tutti i tempi e potrebbe non riprendersi mai completamente.

Può essere facile fare i saggi col senno di poi, ma per quale sacrosanto motivo il governo ha permesso che degli animali che sono naturalmente erbivori venissero nutriti con mangime a base di ovini macinati? Da un punto di vista puramente economico apparentemente aveva significato logico...: con la contrazione delle vendite di carne di pecora destinata al consumo umano, si cercava di passarla a un'altra specie in un tentativo di "riciclare" l'eccesso indesiderato, risparmiando contemporaneamente sul foraggio. Sfortunatamente però la natura ha i suoi programmi, che sono molto lontani dall'economia umana.

Lo sviluppo di "buchi" nel cervello del bestiame, causati da una "proteina imbrogliona", o prione, è esattamente lo stesso sintomo che si sviluppa nelle pecore affette da "scrapie" (dall'inglese to scrape=grattarsi). La maggior parte degli esperti ora ammettono che è la carne di pecora infettata dall'agente patogeno della scrapie a causare la malattia nel bestiame e, per la stessa ragione, può essere collegata alla temuta malattia di Creutzfeld-Jakob (Creutzfeld-Jakob Disease, CJD) negli esseri umani. Vedremo.

Siamo abituati ai governi che ingannano la gente per fare i propri interessi, ma quando quegli interessi diventano più importanti della salute della popolazione generale dobbiamo contestare le priorità. Naturalmente la Gran Bretagna ottiene un vantaggio economico dalle sue industrie bovina e lattiero-casearia, ma queste sono più importanti della salute a lungo termine? Direi di no. Lo scenario tuttavia è fin troppo familiare. All'inizio c'è un piccolo segno che qualcosa non va. Viene ignorato. Compare un altro sintomo più grosso, ma siccome si è deciso di mascherare la cosa fin dall'inizio, è più facile applicare nuovamente lo stesso "rimedio". Quando compare il sintomo successivo ancora più grosso si è ormai nella situazione di una nave che affonda nonostante i frenetici sforzi collettivi dell'ultimo minuto.

Circa un mese prima che la notizia arrivasse ai giornali ricevetti un articolo intitolato "Date un ultimo sguardo", un'indagine di Peter Martin pubblicata sul Mail on Sunday del 17 dicembre 1995. Nell'articolo Martin rivela come uno scienziato governativo, il Dr Harash Narang, abbia messo a punto per i mattatoi un test randomizzato per la diagnosi della forma subclinica di BSE nel bestiame che non ha ancora sviluppato i sintomi della malattia ma viene macellato per il consumo umano. L'allora ministro dell'Agricoltura, John McGregor, rifiutò di usarlo.

Il test di Narang comprendeva una semplice prova per l'individuazione di filamenti rivelatori che caratterizzano la malattia cerebrale spongiforme. Il problema era che il governo aveva programmato di compensare gli allevatori per il bestiame che aveva sviluppato i sintomi della BSE, non per quelli che ancora non li mostravano. Per il governo, il riconoscimento del test di Narang avrebbe aperto un vaso di Pandora di richieste di risarcimento.

Se a Narang fosse stata data carta bianca per determinare la diffusione della forma subclinica di BSE nel bestiame britannico, avremmo potuto determinare le vere proporzioni della diffusione della malattia. In quella situazione lo scienziato è diventato un deliberato intoccabile del governo. E' stato alla fine allontanato dai laboratori del Public Health Service dove lavorava con la falsa scusa di esuberanza di personale. Molti dei suoi campioni di BSE furono curiosamente distrutti.

Nel frattempo alla fattoria il nuovo ministro dell'Agricoltura, John Gummer, era impegnato nelle sue personali acrobazie politiche. Cercò di far mangiare un hamburger alla figlioletta di quattro anni di fronte alle telecamere di mezzo mondo per dimostrare che la carne di manzo era sicura.

Quando sono diventati pubblici ulteriori casi di CJD il governo ha dovuto ammettere la sconfitta. La prospettiva della malattia prionica che si manifesta nello stesso modo da specie a specie era qualcosa da film dell'orrore hollywoodiano. L'ironia è che le cupe prospettive della BSE e il suo rapporto con la CJD erano stati spiegati in modo eccellente nel libro di Peter Cox, The New Why You Don't Need Meat (Il nuovo Perché potete fare a meno della carne) più di quattro anni fa. In esso Cox spiega come una malattia simile alla CJD si manifestò in una popolazione cannibale della Nuova Guinea che faceva consumo di cervella umane. La malattia si chiama Kiru.

Sì, tutto questo è successo nel Regno Unito, ma non dimentichiamo che fino a poco tempo fa gli animali di allevamenti intensivi venivano nutriti con una dieta che includeva tra il 4 e il 10 per cento di proteine animali (solitamente un misto di ossa, grasso e sangue). E possiamo così convenientemente dimenticare l'epidemia di botulismo in due appezzamenti di foraggio in Queensland nel 1990, dopo che furono usati escrementi di pollo (comprese carcasse) nel mangime?

Almeno ora l'alimentazione di animali per il consumo umano con carcasse animali trasformate è stata vietata in Australia e Nuova Zelanda. Forse, per il momento, la bomba a orologeria ha smesso di ticchettare... in Gran Bretagna, comunque, sarà il tempo a decidere.


Traduzione italiana di Jessica Boveri