International Vegetarian Union
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Sfruttamento degli animali: la fine o solo una riforma?

dalla Australian Vegetarian Society

Il vegetarianismo sta diventando popolare: sul mercato compaiono nuovi prodotti rivolti a consumatori vegetariani e la cucina vegetariana è ormai piuttosto apprezzata.

Molte persone, inoltre, concordano sul fatto che si tratti di un'alimentazione sana. La nutrizionista Rosemary Stanton afferma che in Australia il 19% delle donne e il 13% degli uomini si autodefinisce "parzialmente vegetariano".

Ma come si può sostenere di essere parzialmente vegetariani? Molti lettori saranno d'accordo che o si è completamente vegetariani o non lo si è affatto. Tuttavia, considerando l'enfasi oggi posta sulla salute, sull'alimentazione e sull'ottimo sapore del cibo vegetariano, potremmo nuocere al movimento se limitassimo il nostro messaggio. Ogni passo verso il vegetarianismo deve essere benaccetto, anche se solo come cucina alternativa da provare ad una cena con amici o ad un pranzo d'affari, magari un paio di volte la settimana.

Gli storici dell'alimentazione affermano che è naturale allontanarsi dallo scontato e ricercare la varietà. Vedono il movimento verso il vegetarianismo come un processo naturale ed asseriscono che il desiderio di qualcosa di esotico o raro fa parte della natura umana. Come si spiegherebbe altrimenti la totale perdita di rispetto per la natura e per le sue stagioni da parte degli esseri umani, pronti a consumare e produrre frutta e verdura su richiesta? Faremmo di tutto per avere ciò che desideriamo, senza preoccuparci di come viene cresciuto. Se ci piace qualcosa, lo vogliamo facilmente ed in eccesso.

Quest'atteggiamento è senza dubbio ciò che ha portato all'allevamento degli animali e quindi agli orrori dell'allevamento intensivo. Oggi si riscontrano un incoraggiante aumento della consapevolezza delle crudeltà e dei continui abusi sugli animali e la crescita di un movimento che cerca di abolire queste pratiche. La gente discute dei diritti degli animali, e le ragioni a sostegno degli stessi sono più facilmente accettate. Bernard Rollin, autore di numerosi libri sull'argomento e conferenziere di fama mondiale, intervistò oltre 6000 allevatori per verificare quale fosse la loro opinione sui diritti degli animali: oltre il 98% del campione intervistato affermava che gli animali hanno dei diritti ed esprimeva preoccupazione per il trattamento degli stessi. L'industria è costantemente impegnata in indagini di mercato e gli allevatori si stanno dirigendo verso nuovi settori. Basandoci su ciò che vediamo in tutto il mondo, potremmo concordare con l'opinione di Alan Clark, il cui articolo sul successo delle campagne animaliste, pubblicato nel marzo 1995 sul Financial Times, suggerisce che, secondo i dati raccolti, "il 'commercio della carne' nella sua forma attuale ha i giorni contati".

Prima di sentirci esageratamente sollevati o soddisfatti, dovremmo soffermarci sull'espressione rivelatrice "nella sua forma attuale". Alcuni aspetti della lavorazione o dell'utilizzo della carne potrebbero essere effettivamente abbandonati, ma questo non necessariamente annuncia la definitiva rinuncia all'utilizzo, sfruttamento ed imprigionamento degli animali. Infatti, nuovi settori stanno nascendo e sviluppandosi ad una velocità allarmante. In Australia, gli allevamenti di ovini, bovini e suini sono stati semplicemente sostituiti dagli allevamenti di emù, cervi e struzzi. La carne di emù è sempre più facilmente reperibile per i consumatori e la carne di canguro si può già trovare nei ristoranti. Nonostante le controversie, l'allevamento di animali selvatici sta prendendo piede.

Queste "carni" (di animali selvatici) potrebbero diventare un cibo comune o alternativo dal momento che vengono definite "sane" e sono un qualcosa di nuovo da provare anche per quei "vegetariani parziali". Lo sfruttamento degli animali non è giunto al termine. Abbiamo forse dimenticato il messaggio di compassione per tutte le forme di vita? Vogliamo fortemente porre fine allo sfruttamento degli animali e non semplicemente rivederlo o riformarlo. Potremmo riuscirci solo se i cuori o le menti degli esseri umani verranno scossi dal messaggio della nostra etica basata sulla compassione. E forse, questo è un obiettivo importante anche per le nostre stesse vite.

Bibliografia:

  • Clark, Alan, "The Last Days of the Meat Trade", Financial Times, 4/5 marzo 1995.
  • Montanarai, M, The Culture of Food.
  • Rollin, Bernard, "Animals Rights Preserving an Ancient Contract" in Voices on the Threshold of Tomorrow, 1993.
  • Stanton, Rosemary, Sun Herald, 26 marzo 1995.

Traduzione italiana di Alessandro Cattelan