International Vegetarian Union
IVU logo


Alimentazione e benessere spirituale

Il meglio di una serata illuminante trascorsa con il Dott. Dean Ornish
di Stephen Leckie
dalla Toronto Vegetarian Association - English

La speciale cena di beneficenza tenutasi il 27 maggio presso il Westin Harbour Castle Hotel in onore del Dott. Dean Ornish ha richiamato oltre 1000 persone, accorse per partecipare ad una cena da 100 dollari al piatto. Il pubblico, formato da numerosi esperti in campo medico, era quanto di più lontano dalla filosofia new age si possa immaginare, eppure tutti erano accorsi per ascoltare l’uomo al quale si attribuisce il merito di aver dimostrato scientificamente che le cardiopatie si possono contrastare grazie ad una dieta vegetariana a basso contenuto di grassi, tecniche di riduzione dello stress, moderato esercizio fisico e rinunciando al fumo. Tra i libri di Ornish ricordiamo “Reversing Heart Disease” [Contrastare le cardiopatie] e “Eat More, Weigh Less” [Mangia di più, pesa di meno].

Diete a contenuto di grassi minimo
Una dieta vegetariana a basso contenuto di grassi rappresenta probabilmente l’aspetto più importante del programma di Ornish ed è certamente quello maggiormente avvalorato dalla scienza. I cibi vegetariani vantano, secondo Ornish, numerosi vantaggi in termini di salute: non contengono colesterolo, hanno un basso contenuto di grassi saturi, sono ricchi di fibre (di cui i cibi animali sono al contrario poveri) e di antiossidanti come il betacarotene, che rappresenta una difesa naturale contro il cancro e gli accumuli di colesterolo. Nella carne è elevato il contenuto di ossidanti (come il ferro) che, afferma Ornish, trasformano il colesterolo in una forma più nociva. La maggior parte delle persone in Canada ha un’alimentazione composta al 40% di grassi, mentre le principali associazioni e organi governativi a supporto della salute consigliano di non assumerne più del 30%. Ornish ha scoperto che il 10% di grassi rappresenta il quantitativo ottimale per contrastare il sorgere di cardiopatie. I pazienti sottoposti a controlli durante i suoi studi e alimentati con una dieta contenente il 30% di grassi “sono peggiorati, sebbene più lentamente, nel corso del tempo”. Ornish ha inoltre spiegato l’importanza di lasciare agli individui la libertà di trarre le proprie conclusioni: “Le persone vogliono avere il controllo della situazione”. Non suggerisce mai ai propri pazienti di adottare una dieta vegetariana, bensì espone loro fatti, consigliando di modificare il loro stile di vita solo se lo desiderano.

Perché le diete non funzionano
Secondo il Dott. Ornish, praticamente tutti i programmi che mirano alla riduzione del peso corporeo si basano sulla rinuncia alle calorie totali e studi hanno dimostrato che il 97% di coloro che si sottopongono a tali regimi dietetici recuperano tutto il peso perso nel giro di cinque anni. Questi studi hanno prodotto una tipica reazione di nichilismo: “Perché preoccuparsi di mettersi a dieta? Meglio essere sovrappeso e non preoccuparsene affatto”. Tuttavia, nessuno vuole negare che l’obesità è un problema di grossa portata nel Nord America e può portare a gravi patologie e alla morte prematura. Con il suo secondo libro, “Eat More, Weigh Less”, Ornish desiderava dimostrare che perdere peso può portare a risultati definitivi ed essere al contempo piacevole. Il libro stesso fornisce per metà informazioni e per metà ricette da gourmet. Ornish incoraggia i propri pazienti a mangiare cibo vegetariano a basso contenuto di grassi a volontà e ha notato che la maggior parte di loro riesce a perdere tutto il peso in eccesso. Con un’avvertenza: i carboidrati semplici come lo zucchero, l’alcool e, fino a un certo punto, anche la farina bianca possono portare a oscillazioni nella produzione di insulina e all’aumento del peso corporeo. Ornish sottolinea l’importanza di assumere carboidrati complessi (come i cereali integrali.)

Alla ricerca del benessere interiore
Sebbene più difficile da avvalorare scientificamente, Ornish ha sottolineato con particolare enfasi l’importanza di ridurre lo stress raggiungendo la pace interiore e grazie a legami sociali. Un esempio di cui si è servito sono i rapporti sociali che erano un luogo comune pochi decenni fa, come fare parte di una famiglia allargata, lavorare nello stesso posto per più di 10 anni, conoscere i propri vicini di casa, essere attivi in chiesa o in un’associazione a scopo ricreativo. Questi cambiamenti radicali nella nostra società hanno portato a profonda solitudine e alienazione. Gli individui non sono interessati a vivere più a lungo, bensì a vivere giorno per giorno, facendo uso di alcool, sigarette e cibi grassi per colmare il vuoto. Ornish ha inoltre sottolineato la serietà di questa tesi, portando ad esempio uno studio secondo il quale gli individui socialmente isolati (ad esempio che non hanno amicizie strette) sono quattro volte più soggetti al decesso per cause svariate. Ornish ha inoltre parlato dell’importanza di atti affettuosi per stare meglio: “il contatto fisico può giovare a chiunque”. Meditazione, yoga e Tai Chi sono stati consigliati come mezzi per raggiungere la pace interiore e la concentrazione. Ornish ha inoltre citato la gioia di rendere le piccole cose quotidiane un esercizio di consapevolezza – una danza in onore della vita.

“Il contatto fisico può giovare a chiunque”

La critica avanzata più di frequente all’approccio di Ornish è che si richiede un cambiamento radicale nel proprio stile di vita. Egli controbatte affermando che la maggior parte delle persone non sono spaventate dalla prospettiva di stravolgere la propria vita. “Si pensi alle conseguenze della decisione di avere dei figli”, ha fatto notare. Nel caso del programma che si propone di contrastare le cardiopatie, i cambiamenti radicali portano a notevoli progressi in termini di benessere fisico, energia e benessere spirituale. Ornish ha scoperto che una volta opportunamente informate, le persone modificano volentieri le brutte abitudini di una vita e accettano di buon grado cambiamenti radicali. “Quanto meno”, afferma, “i pazienti che soffrono di cardiopatie dovrebbero venire informati circa le ottime possibilità di questa terapia invece di presumere che non riusciranno e non saranno disposti a sottoporsi a regimi dietetici con meno del 30% di grassi”. Secondo Ornish, un grande vantaggio al momento di seguire il programma può essere ragionare nell’ottica del “qui e adesso” per conquistare più energia e lucidità. Egli diventò vegetariano all’età di 19 anni proprio per questa ragione. L’idea di una vita più lunga per la maggior parte delle persone non suscita particolare attrattiva dal momento che nessuno trascorre molto tempo pensando alla propria morte o la vita di tutti i giorni è talmente ricca di difficoltà che il pensiero di protrarla per molti anni ancora è tutto fuorché un valido incentivo per spronare al cambiamento.

Nell’insieme la serata è stata magia allo stato puro. Non so se fosse Dean Ornish stesso, un medico con trascorsi impeccabili in campo medico e scientifico, e i suoi consigli sulla dieta vegetariana e il benessere spirituale o piuttosto il fatto di partecipare a quello che era forse il più grande pasto vegetariano da gourmet mai servito a Toronto, o ancora il fatto di vedere medici professionisti prendere parte alla dimostrazione di aerobica durante la pausa, agitando le braccia per aria e scuotendo le anche, ma ho avuto la netta sensazione che si stesse preparando una rivoluzione, un cambiamento di proporzioni epocali.

Traduzione di Fulvia Picco