| International Vegetarian Union | |
![]() |
|
|
|
| Il Baco da Seta Da The Vegan Society UK StoriaLa scoperta della produzione della seta dal baco Bombyx Mori avvenne intorno al 2700 AC. Secondo la tradizione cinese, la sposa dell’Imperatore Huang Ti, una ragazza di 14 anni di nome Hsi Ling Shi, inventò la prima filatura della seta. L’allevamento del baco da seta si diffuse in tutta la Cina, facendo della seta un bene di consumo molto ricercato da altri Paesi. Giá nel 139 AC si era aperta la rotta commerciale piú lunga, che andava dalla Cina dell’Est al Mare Mediterraneo. Fu chiamata la Strada della Seta, dal suo prodotto piú prezioso. Entro il 300 DC il segreto della produzione della seta aveva raggiunto l’India e il Giappone. La manifattura della seta raggiunse infine anche l’Europa e l’America.
Durante il XVIII e XIX secolo gli europei progredirono nella produzione
della seta. Giá nel XVIII secolo l’Inghilterra era all’avanguardia in
Europa nella produzione della seta, in conseguenza alle innovazioni
nel settore tessile. Queste innovazioni includevano migliori telai,
telai elettrici e stampanti a rullo. Nel 1870 un’epidemia di Pebrina,
provocata da un piccolo parassita, si diffuse nel settore. In questo
periodo furono portate a termine numerose ricerche sui bachi da seta
che aprirono la strada ad un approccio piú scientifico verso la produzione
della seta. Bombyx MoriBaco da seta è il termine comune per indicare le larve che producono seta, appartenenti ad una varietá di falene. Le larve sono in realtá dei bruchi. Ci sono vari bachi usati nella produzione della seta, tuttavia il “bombyx Mori” è il piú comune. Bombyx Mori è originario della Cina e fu introdotto in Europa e Asia
nel VI sec DC e in Nord America nel XVIII sec. Bombyx Mori è stato allevato
per molti secoli, e non si trova più allo stato selvatico. Il maggiore settore industriale in Tailandia, Giappone e CinaDi solito si ricorre a due dei maggiori metodi di produzione della
seta, uno con filatura manuale, diffuso tra i piccoli allevatori in
Tailandia, e quello industriale con filatura a macchina, piú diffuso
in Cina e Giappone. La produzione della seta in TailandiaIl baco da seta tailandese si è adattato al clima tropicale e depone
le uova almeno 10 volte all’anno. La seta del bruco tailandese viene
lavorata a mano dal bozzolo immaturo. Questi bozzoli contengono le pupe
vive. Questi piccoli bozzoli non sono soggetti a sistemi per immobilizzare
o uccidere le pupe prima che la seta venga filata, perché questo processo
renderebbe difficile la filatura. La produzione della seta in Cina e GiapponeLa falena preferita in Cina e Giappone per la produzione della seta depone le uova una o due volte l’anno. Le uova entrano in una fase di sospensione dello sviluppo, e possono essere trattate per indurne la dischiusa al momento giusto dal punto di vista commerciale. I bozzoli sono grandi e si prestano ad essere filati a macchina, presentando un filo continuo della lunghezza di circa 1 o 2 Km. Le falene adulte che vengono tenute per la riproduzione sono troppo grasse per volare, perché quelle che volano bene non producono la stessa quantità di seta. Le pupe morte di solito vengono usate per concimare alberi di gelso. Mentre i bachi tropicali preferiti dalla Tailandia sono esseri naturali, resistenti e capaci di vivere allo stato selvatico, le larve allevate per la produzione di massa impiegate in Cina e Giappone sono esemplari selezionati per ottenere la massima produzione con il minimo sforzo. La produzione annuale media di seta grezza per la Tailandia è di 26Kg per ettaro. La Corea produce 80Kg per ettaro, e la Cina 125Kg per ettaro. Nel 1995 un fornitore di abiti di una delle maggiori catene di negozi
del Regno Unito trasferí la propria industria di produzione della seta
a Hanzhou, sponsorizzata dalla Cina. Sotto un unico tetto l’azienda
coltiva i gelsi, raccoglie i bozzoli dei bruchi, fila la seta, e produce
magliette di seta. Tutto questo per un totale di 1 milione di magliette
l’anno. La produzione della seta è un grande business. Seta - Il liquido di una ghiandola induritaI bachi da seta hanno un paio di ghiandole salivari, chiamate ghiandole
della seta, specialmente modificate per produrre il bozzolo da seta.
Queste ghiandole emettono un liquido proteico, chiaro e viscoso, che
fuoriesce attraverso delle aperture chiamate “filiere” che si trovano
sulla mandibola della larva. Quando il liquido viene a contatto con
l’aria si solidifica. Il diametro di apertura delle fliere determina
lo spessore del filo di seta. Produzione commerciale tipica del baco da setaIl primo stadio della produzione della seta è l’incubazione delle uova dei bachi da seta in un ambiente controllato, come una scatola di alluminio. Le uova sono poi controllate per assicurarsi che siano prive di malattie. Le femmine depositano circa 300-400 uova alla volta. In un’area grande quanto una pagina A4, 50 falene possono depositare piú di 20.000 uova, ognuna delle dimensioni di una testa di spillo. La femmina muore quasi immediatamente dopo aver depositato le uova, e il maschio vive solo poco piú a lungo. Il baco adulto possiede una mandibola rudimentale e non mangia durante il breve periodo della maturità. Queste uova, che si è verificato siano prive di malatte, sono tenute a temperatura controllata in ambiente protetto. Sono incollate ad una superficie piatta da una sostanza gommosa prodotta dalla femmina. La larva emerge in 10 giorni ed è lunga circa 6mm. Una volta dischiusele uova , le larve sono poste sotto uno strato di garza e nutrite di una enorme quantitá di foglie di gelso, e al tempo stesso vengono lasciate alla loro muta (il cambio di pelle) per ben quattro volte. Alle larve è anche possibile dare da mangiare arance “Osage” e lattuga. Le larve che mangiano foglie di gelso producono la seta migliore. Le larve mangiano l’equivalente del loro peso iniziale moltiplicato per 50.000 volte. Circa 4-6 settimane dopo le larve raggiungono il massimo della crescita:
7,5 cm. Smettono di mangiare, cambiano colore e si attaccano ad una
cornice, ramo, albero, cespuglio nelle case da allevamento, per filare
i loro bozzoli in un periodo di 3-8 giorni. In questo periodo le larve
si chiamano “pupa”. Una lunga notteDurante i successivi quattro giorni, il baco da seta produce un sottile
filo, con movimenti che descrivono un 8 ripetuti circa 300.000 volte,
per costruire un bozzolo in cui spenderà il suo tempo da crisalide,
cioè uno stato in cui dormirá e cambierà la pelle. Dopo di ciò la pupa
comincia i 16 giorni che normalmente porterebbero al miracolo della
trasformazione in un essere alato – la falena. Se la pupa (crisalide)
rimanesse viva comincerebbe a produrre un acido che eroderebbe il bozzolo,
rovinando il filo della seta. Perciò, appena il bozzolo è completato,
le pupe vengono immobilizzate o uccise. Muoiono a migliaiaLa quantitá di seta utilizzabile ricavata da ogni singolo bozzolo è
relativamente piccola. Per ogni chilogrammo di seta grezza si impiegano
circa 500 bachi, o 80Kg di bozzoli e 200Kg di foglie di gelso. Prevenire un’emergenza naturaleStrappi provocati dallo schiudersi del bozzolo danneggiano il valore
commerciale del filo di seta. Di conseguenza, durante la produzione
della seta, si lascia che emerga un numero di falene adulte sufficiente
per mantenere la continuazione della specie, mentre la maggior parte
dei bachi vengono uccisi: immersi in acqua bollente, con vapore, asciugati
in un forno, per esposizione al sole per un giorno, con l’elettricitá
o le microonde. Allevamento e ricercaAd un numero limitato di pupe è consentito completare il proprio ciclo di crisalidi. La falena che emerge è destinata all’allevamento, per deporre e fertilizare le uova destinate a continuare future generazioni di bachi da seta. La ricerca sull’allevamento dei bachi da seta, è stata condotta per
secoli in tutto il mondo e continua ancora oggi. I ricercatori vorrebbero
trovare una varietá di baco da seta che produca bozzoli a basso costo,
che sia resistente alle malattie, alle alte temperature, che mangi di
tutto e che dia una varietá diversificata di seta. Cosí come nell’allevamento
di altri animali, si è affermata la biotecnologia. Il filo di setaLa seta è un filamento continuo consistente di una proteina “fibroina”
secreta da due ghiandole salivari situate nella testa di ciascuna larva,
piú una gomma chiamata sericina, che lega i due filamenti. La seta va
srotolata in fretta dal bozzolo, ptima che la pupa cominci a putrefare
e a dare un cattivo odore al filo. I bozzoli vengono ammorbiditi in
acqua calda per rimuovere la sericina e liberare i capi dei filamenti
di seta da srotolare o da filare. Le proprietà della fibraLa seta è uan proteina naturale che contiene circa il 75% di fibroina
e il 35% di sericina, una proteina gommosa che mantiene insieme il filo. Tipi di setaSuccessivamente, la seta è attorcigliata in fili abbastanza grossi
per la tessitura. Questo processo è chiamato “torcitura”. Ci sono 4
tipi di seta che possono essere ottenuti da questo processo. Organza,
Crepe/Crespo, Trama e Torcitura singola. Fili e bozzoli rotti o danneggiati sono trattenuti, trattati e pettinati,
per essere processati in un filato che viene commercializzato come filato
di seta, che è di qualitá inferiore rispetto al prodotto su rocchetto,
e molto meno caro. Come negli altri sistemi di produzione di derivazione
animale, niente viene sprecato se può essere venduto. Un altro prodotto, ora quasi interamente sostituito dal nylon, era
l’intestino del baco da seta. La produzione di seta nel mondoLa produzione della seta è quasi raddoppiata negli ultimi 30 anni,
nonostante la disponibilitá di fibre artificiali. La Cina e il Giappone
sono stati i maggiori produttori di seta; insieme producono piú della
metá della produzione mondiale ogni anno. La seta Cinese è molto apprezzata
in tutto il mondo. Dal 1949 i metodi di fabbricazione della seta sono
stati modernizzati, e di conseguenza la qualitá della seta è migliorata.
La produzione mondiale della seta nel 1940 era di 59 milioni di chili.
Nel 1950 era scesa a 19 milioni di chili. Nella metá degli anni 80 è
aumentata fino a circa 68 milioni di chili. Entro il 2002 ha raggiunto
uno sbalorditivo 134 milioni di chili! Dire di no alla setaLa seta è usata per abiti, cappotti, pantaloni, giacche, magliette,
cravatte, lingerie, calze, guanti, merletti, tende, fodere e borsette.
Fibre sintetiche come il nylon e il poliestere sono piú resistenti della
seta e di prezzo piú economico. Le maggiori aree di produzione della
seta hanno in comune con i paesi occidentali le tecniche di allevamento
sono crudeli e basate su un lavoro intensivo e ripetitivo.. Anche la
terminologia (“immobilizzare” invece di “uccidere”, e “raccolto” invece
di “pupa”) rispecchia la negazione che si tratta di creature viventi
che desterebbero meraviglia per la metamorfosi nel loro ciclo di vita.
Fibre ottenute da piante possono dare incredibili stoffe. Le fibre dell’ananas,
per esempio, possono essere lavorate in tessuti molto simili alla seta.
Fibre sintetiche come il nylon (prodotto da minerali) o il poliestere
(derivato dal petrolio) o acrilico (prodotto da petrolio e carbone)
sono tutte alternative valide. GlossarioBiotecnologia, l’uso di organismi vivi nella ricerca industriale. Solitamente
utilizzato per indicare produzione e uso di organismi modificati geneticamente
© 2003 Vegan Society |